Vorrei prenotare un volo take-away

Di Abbondanti Walter
31 Maggio 2007

Ecco la seconda puntata (vedi Tempi del 22 marzo) della nostra rubrica sugli horror geografico-cultural-linguistici commessi in fase di prenotazione da parte di qualche cliente. Questa volta ci aiuta Cristina, impiegata di lungo corso in varie aziende del settore e ora addetta al ricevimento presso un’importante agenzia viaggi di Milano. Ossessione da “miniclub”: «I bambini che hanno una tariffa ridotta viaggiano sullo stesso aereo dei genitori?». Dopo il turismo del gusto anche il turismo d’asporto: «Vorrei prenotare un volo all’ultimo momento quelli con il take-away». Dilemmi matematici: un cliente un po’ sprovveduto formula a una banconista la seguente domanda: «Il supplemento singola è a persona?». Altro che vista mare, il cliente scrive sulla e-mail di richiesta di un portale turistico: «Prego, prenotare camera sulla spiaggia». Paura dell’acqua.: «Scusi, tra le cabine esterne e interne in quali si sente meno il mare?». Toponimi ingannevoli: «Vorrei annullare la pratica per la “Pollinesia” per via della sars-aviaria». Irrinunciabile automobile: un signore prenota un viaggio su un atollo maldiviano e chiede: «Senta già che ci sono mi prenoti anche un auto, vorrei fare il giro dell’isola». Cliente d’annata: una signora molto anziana vestita distintamente con cappottino di astrakan, esordisce: «Signorina, anzitutto gridi perché sono sorda, secondo vorrei un catalogo delle crociere, non quelle brutte io voglio viaggiare in prima classe». Alla spiegazione che non esistono più le classi, ma la divisione in ponti, cabine esterne e interne l’anziana cliente sbotta: «Ma allora si mangia tutti insieme. anche quelli delle cabine più brutte? Che orrore.». E aggiunge: «Quali sono le cabine più sicure? – In che senso signora? – Sa i vari Titanic.».

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