La bigotteria di chi si dice libertino e poi fa dell’incoerenza argomento da forca

Di Tempi
07 Giugno 2007

Piegandosi alla tentazione del calembour, Adriano Sofri sul Foglio ha ironizzato sul Family day. «Family night» ha scritto nella sua “Piccola posta”. Il riferimento è alla vicenda di Marsciano. Ma nel sovratesto si legge la critica che da più parti si è levata dopo il raduno di tante famiglie normali in piazza San Giovanni. Dicono: cosa avete da esultare? Non vedete quante tragedie si consumano fra le mura di casa? È vero, ed è uno strazio. Ma, al di là del puro dato statistico – la stragrande maggioranza degli italiani vive in famiglia, non altrove; oppure siccome la maggior parte degli incidenti avviene in strada allora dobbiamo eliminare le strade? – proviamo a rispondere alla punta d’illogica inumanità di Sofri e, peggio di Sofri, dei nanovindici sopracitati. Cosa ha manifestato il Family day? Che l’uomo e la donna hanno bisogno l’uno dell’altra per darsi la vita e dare la vita. Che con l’istituzione della famiglia, la storia e le società non hanno fatto altro che prendere sul serio le intenzioni della vita. Nessuno vuole vietare il progressismo gay, il nomadismo sessuale o l’eunuchismo per il Regno dell’Umanità Liberata dalla Famiglia. Ma se ci chiedete di cambiare assieme a voi le leggi del villaggio che abitiamo, scusate, poi non potete toglierci il rispetto perché in democrazia diciamo la nostra ma poi succedono tragedie che sembrano smentire quello che diciamo. Visto quel che capita in giro, nessuno potrebbe più dire alcunché. Su qualunque tema. Per non parlare di quanti ironizzano sui libertini d’accordo col Family day. Fare dell’incoerenza un argomento politico è un po’ come fare del peccato un’ipotesi di reato. Il che non è soltanto prendersi il doppio e un po’ razzistico vantaggio di abolire per via logica ogni possibile coerenza per sé e aggirare la discussione di merito con la scusa della incoerenza altrui. È approntare roghi e andare in giro a caccia di streghe.

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