Non può dirsi Medicina se non è per la Persona

Di Tempi
14 Giugno 2007

Al docente di Medicina del lavoro Giancarlo Cesana e al direttore del Foglio Giuliano Ferrara è stata affidata la lezione introduttiva “La medicina occidentale tra antropologia, scienza ed etica: beyond therapy”. Si aprirà così giovedì 21 giugno a Milano il quarto convegno internazionale di Medicina e Persona, associazione guidata da Felice Achilli che si è segnalata in questi anni in Italia per le sue battaglie in difesa della vita e della professione medica. Il titolo dell’assise è “La nuova medicina: cura della persona o utopia dell’uomo perfetto?” e per tre giorni si confronteranno su temi che spaziano dal testamento biologico alla manipolabilità della vita, dall’organizzazione della cura alla formazione, persone che – come recita il manifesto d’invito – «sono convinte che la medicina ha solo da guadagnare dalla ricerca di un significato» e tutto da perdere a seguire, invece, le istanze nichiliste di chi ritiene che «chiedersi il perché esuli dall’orizzonte della scienza».
Tra i relatori anche John H. Pickard che con Adrian Owen ha scritto su Science un importante articolo sui malati in stato vegetativo e sulle loro capacità di rispondere a determinati stimoli. La lista di coloro che interverranno è lunga: si va dal pediatra Daniel Sulmasy (“Cura, costi e valore della vita”) all’infermiera Ruth Burnhill (“Assistere in hospice”), dal primario intensivista neonatale Augusto Biasini (“Eutanasia in neonatologia in Europa”) a Marco Maltoni, direttore dell’hospice di Forlimpopoli, dal presidente di Aisla Mario Melazzini al matematico Giogio Israel (“Lo sviluppo della medicina tra umanesimo e meccanicismo”), dallo scienziato Angelo Vescovi (“Le prospettive della medicina regenerativa”) al bioeticista Adriano Pessina. Il convegno sarà l’occasione per presentare i libri di Pierre Mertens e Loris Brunetta.

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