Chissà come mai si estingue l’Europa antiamericana

Di Reibman Yasha
21 Giugno 2007

La foto gigante di George W. Bush viene baciata praticamente in bocca da un ragazzo musulmano. C’è qualcosa che non torna nell’immagine scattata a Tirana, in Albania. Il presidente americano era appena partito dalle manifestazioni di protesta romane. A Roma, peraltro, i contestatori non erano tantissimi, e già questo dovrebbe far riflettere sulla distanza tra i nostri media e i cittadini. Atterrato in Albania, Bush è stato ricevuto da un bagno di folla. Ha mollato la scorta e si è gettato tra le persone a stringere mani e scambiarsi abbracci con la gente. Non solo è strano che basti un mare poco profondo come l’Adriatico per dividere così tanto due paesi – qui le contestazioni, lì gli abbracci – ma gli albanesi sono pure in gran parte musulmani. Insomma, magari non condivideranno la guerra in Iraq, ma sicuramente considerano Bush un amico. È dunque possibile che un paese con una così forte componente musulmana ritenga gli Stati Uniti un paese alleato (senza naturalmente dimenticare gli iracheni che festeggiarono l’arrivo dei soldati americani a Baghdad).
Questo succede a est. Intanto a ovest, in Francia, ha vinto Nicolas Sarkozy, che si è subito presentato con la maglietta dei poliziotti di New York e non ha mai nascosto le sue simpatie verso l’America. A nord, in Germania, c’è Angela Merkel che ha modificato la politica rosso-verde precedente avvicinando un po’ Berlino a Washington. Qualcosa forse sta cambiando in Europa. Forse la carta antiamericana non è più così di moda. Ce ne accorgeremo anche qui?

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