Chissà come mai si estingue l’Europa antiamericana
La foto gigante di George W. Bush viene baciata praticamente in bocca da un ragazzo musulmano. C’è qualcosa che non torna nell’immagine scattata a Tirana, in Albania. Il presidente americano era appena partito dalle manifestazioni di protesta romane. A Roma, peraltro, i contestatori non erano tantissimi, e già questo dovrebbe far riflettere sulla distanza tra i nostri media e i cittadini. Atterrato in Albania, Bush è stato ricevuto da un bagno di folla. Ha mollato la scorta e si è gettato tra le persone a stringere mani e scambiarsi abbracci con la gente. Non solo è strano che basti un mare poco profondo come l’Adriatico per dividere così tanto due paesi – qui le contestazioni, lì gli abbracci – ma gli albanesi sono pure in gran parte musulmani. Insomma, magari non condivideranno la guerra in Iraq, ma sicuramente considerano Bush un amico. È dunque possibile che un paese con una così forte componente musulmana ritenga gli Stati Uniti un paese alleato (senza naturalmente dimenticare gli iracheni che festeggiarono l’arrivo dei soldati americani a Baghdad).
Questo succede a est. Intanto a ovest, in Francia, ha vinto Nicolas Sarkozy, che si è subito presentato con la maglietta dei poliziotti di New York e non ha mai nascosto le sue simpatie verso l’America. A nord, in Germania, c’è Angela Merkel che ha modificato la politica rosso-verde precedente avvicinando un po’ Berlino a Washington. Qualcosa forse sta cambiando in Europa. Forse la carta antiamericana non è più così di moda. Ce ne accorgeremo anche qui?
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