Niente stipendi d’oro alla Bbc

Di Bracalini Paolo
21 Giugno 2007

Sir Michael Lyons, nuovo presidente della Bbc Trust, l’organo di controllo della tv pubblica britannica, ha deciso di rispondere alle accuse avanzate dalle emittenti private di provocare un’inflazione degli stipendi dei presentatori. Ecco quindi in arrivo una stretta sugli stipendi d’oro delle star televisive della Bbc. Lyons ha deciso di affidare ad un istituto esterno di consulenza il riesame complessivo della politica salariale finora seguita dalla Bbc nel reclutamento dei cosiddetti “talenti top”. Si è scoperto infatti che con i soldi del canone la tv pubblica britannica paga stipendi stellari ai suoi più noti mezzobusti. Il presentatore Jonathan Ross, per esempio, ha spuntato l’anno scorso un contratto triennale che gli frutta l’equivalente di nove milione di euro all’anno. In cambio presenta solo due programmi in tv (Friday Night with Jonathan Ross e Film) e uno show di sabato mattina su Bbc Radio2. Nove milioni di euro è invece il prezzo di ingaggio pagato per tre anni di esclusiva a David Williams e Matt Lucas, che in cambio animeranno dal prossimo autunno un comedy show. Il giornalista Jeremy Paxman, storico e aggressivo conduttore di Newsnight (un programma di inchiesta e di approfondimento sulle notizie del giorno in onda la sera su Bbc2), porta a casa circa 1,4 milioni di euro all’anno. Ora la manna rischia però di finire. Le notizie trapelate sui maxi-salari cadono in un momento delicato: la tv pubblica ha ottenuto dal governo Blair il via libera per un aumento limitato del canone nel prossimo quinquennio e sta quindi pensando a numerosi tagli del personale (in particolare quello giornalistico). Si parla di un migliaio di licenziamenti a fine 2007. Va detto che sui maxi stipendi Itv, la principale concorrente privata della Bbc, non è certo da meno: si è ad esempio assicurata per tre anni i servigi di Simon Cowell in cambio di trenta milioni di euro.

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