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A Mosca e Londra non ci vai se il danaro non ce l’hai
costo della vita Mosca è la città più costosa del mondo, seguita da Londra e da Seoul. Lo ha stabilito la più recente inchiesta sul costo della vita di Mercer Human Resource Consulting, che ha classificato 143 capitali e grandi città del mondo sulla base di 200 indicatori comprendenti costo della casa, trasporti, alimentazione,abbigliamento, prodotti per la casa, divertimento ecc. A causa soprattutto della forza dell’euro e della debolezza del dollaro, alla fine del marzo scorso nelle prime 50 posizioni si trovavano ben 30 città europee e soltanto 2 statunitensi (New York e Los Angeles). L’Asia conta solo 8 città nelle top 50, ma ben 3 delle prime 5 (Tokyo e Hong Kong oltre a Seoul). Fra le italiane, Milano risulta l’11esima città più cara del mondo (era 13esima un anno prima), Roma la 18esima (era 21esima). La grande città più economica del mondo risulta essere Asuncion, capitale del Paraguay.
Secondo uno studio americano 32 Stati sono già falliti
i conti Lo Stato più fallito del mondo è il Sudan, seguito a poca distanza da Iraq, Somalia e Zimbabwe; mentre gli stati più solidi sono nell’ordine Norvegia, Finlandia e Svezia. Lo stabilisce la terza edizione del Failed States Index, la misurazione condotta da The Fund for Peace, istituto di studi americano che da 50 anni monitora le dinamiche dei conflitti. L’analisi si basa su dodici indicatori sociali (pressione demografica, presenza di rifugiati, rivalità etniche, esodo di popolazione), economici (forti disuguaglianze economiche e accentuato declino economico) e politici (criminalizzazione dello Stato, deterioramento dei servizi pubblici, violazione dei diritti umani, apparato di sicurezza fuori controllo, élites divise in fazioni, interventi di altri Stati). Dei 32 Stati classificati a “livello di allarme” 18 sono africani. Il paese europeo peggio classificato è la Bielorussia (51esima su 177). L’Italia è al 156esimo posto (“rischio moderato”).
I capelli grigi minacciano la rinascita economica dei paesi ex comunisti
non solo welfare Nel 2025 molti paesi dell’Europa orientale e dell’ex Unione Sovietica presenteranno popolazioni fra le più anziane del mondo, e questo comprometterà il loro risveglio economico se gli Stati non prenderanno misure a livello pensionistico e sanitario. Lo scrive la Banca Mondiale in un rapporto intitolato From Red to Gray: The “Third Transition” of Aging Populations in Eastern Europe and the Former Soviet Union. La regione, che comprende 28 paesi dalla Russia all’Albania, vedrà diminuire complessivamente la sua popolazione di 24 milioni di persone (17 milioni nella sola Russia) nei due prossimi decenni. Nel 2025 fra un quinto e un quarto della restante popolazione avrà più di 65 anni.
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