La piazza delle mille imprese
Durante l’ultima edizione di Matching, novembre 2006, furono le inaspettate e autorevoli parole dell’amministratore delegato di Fiera Milano Claudio Artusi a marcare l’originalità e l’eccezionalità dell’evento business to business organizzato da Compagnia delle Opere: «Matching anticipa il modo in cui in futuro si concepirà l’organizzazione delle fiere. Un modello diverso rispetto a quello della vetrina, basato sulle relazioni». Gli organizzatori incassano il complimento, ringraziano e confermano l’efficacia dell’evento. Sul fertile terreno della tre giorni del Matching, sono fioriti accordi, partnership e tanti, tanti casi di aggregazione tra imprese, capaci di aprire nuove prospettive a chi ne fa parte (aziende che magari per tanti anni si sono date battaglia o si sono semplicemente ignorate).
Ma vediamo innanzitutto come funziona, anzi che cos’è Matching. Una fiera? Non esattamente. Chi partecipa al Matching non lo fa per esporre o vendere un prodotto, ma in primo luogo per incontrare altri imprenditori. Il cuore del Matching è infatti l’agenda di appuntamenti che viene realizzata in anticipo e grazie alla quale ogni partecipante si trova un calendario di incontri mirati con altri imprenditori potenzialmente interessati a una relazione professionale con lui. Lo scorso anno durante i tre giorni dell’evento, i circa mille iscritti alla manifestazione hanno dato vita a oltre 10 mila di questi appuntamenti: mediamente ognuno ha incontrato altre 19 aziende che potevano essere interessate a diventare clienti, fornitori o partner. Questi incontri sono diventati una fittissima ragnatela di relazioni, il miglior terreno di coltura per seminare e far crescere opportunità di business tra piccole e medie imprese.
C’è chi torna con un nuovo cliente, chi trova fornitori più convenienti, chi realizza un contratto per l’acquisto di energia che gli consente di risparmiare decine di migliaia di euro, chi finalmente riesce ad entrare in contatto con le grandi imprese della distribuzione moderna e a capire quali sono le loro logiche per la selezione dei fornitori. E ancora: chi trova servizi che lo aiutano a entrare in nuovi mercati esteri, chi addirittura una società capace di assisterlo nella fase di sviluppo di prodotti e soluzioni innovative. Intorno all’agenda di incontri, l’evento di Cdo prevede anche un’ampia serie di workshop e servizi finalizzati a sostenere la vita dell’azienda in tutti i suoi aspetti: accesso al credito, internazionalizzazione, innovazione, rapporto con le grandi imprese.
Le dieci brianzole di I-style
La formula nella sua semplicità funziona. Lo dimostra prima di tutto la continua crescita di partecipanti: 500 nella prima edizione, datata novembre 2005; 1.032 lo scorso anno; mentre per la prossima edizione, dal 19 al 21 novembre 2007, sono attesi circa 1.500 iscritti. Alla base del successo di Matching non c’è però solo la bontà della formula. Lo spiega il presidente di Compagnia delle Opere, Raffaello Vignali: «Matching è un momento emblematico dove si concentra la normale attività di Cdo e dove si rende visibile la sua stessa origine, ovvero la condivisione appassionata del tentativo dell’altro. Matching è una piazza in cui incontrarsi affinché le aziende possano continuare a esistere e a crescere. Ed è la dimostrazione che si può crescere facendo rete. è un modo nuovo di fare che riprende una grande tradizione italiana, quella dei distretti». Così, nei tanti mesi che precedono l’evento, ma anche all’ombra dei padiglioni della Fiera di Rho-Pero si gettano semi, che poi diventano partnership o vere e proprie aggregazioni tra imprese, con una fioritura che ha davvero dell’incredibile.
Lo scorso anno nel giorno di inaugurazione di Matching venne presentata I-style, una aggregazione tra dieci imprese brianzole del settore del mobile-arredamento che, messa da parte una storica e tenace concorrenza, e con l’aiuto di Compagnia delle Opere decisero di lavorare insieme per acquisire forniture comuni e per presentarsi come fronte unico di fronte alle possibilità offerte dai grandi contract esteri. Ma quello di I-style non è che un esempio, uno dei tanti (vedi box a destra) che testimoniano la grande fioritura di partner-ship e l’efficacia di un’evento ancora unico nel suo genere.
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