Meglio un “crepi l’astrologo” che ascoltare i catastrofisti

Di Valenti Annalena
28 Giugno 2007

Se, quando leggete sui giornali i profeti del domani che catastrofizzano su “la fine dell’Occidente. la fine del mondo. la fine del clima temperato. la fine di Dio”, vi viene una “strana espressione negli occhi”, potete ancora fare il gioco che i “sempliciotti dello Shropshire” e anche quelli di “Marinedda” fanno su suggerimento di Chesterton, da Il Napoleone di Notting Hill: «(.) Viene al presidio nominato “crepi l’Astrologo”. I giocatori ascoltano, attenti e compunti, tutto ciò che gli uomini dotati di cervello hanno da dire su ciò che accadrà alla generazione successiva. I giocatori attendono che le persone ragionevoli passino a miglior vita, danno loro onorata sepoltura, dopodiché se ne vanno a fare qualcos’altro. Tutto qui. Non di meno, per una razza dai gusti semplici, questo è un vero spasso. Giacché gli esseri umani, essendo bambini, hanno tutta la testardaggine e la segretezza infantili. E fin dall’inizio del mondo non hanno mai fatto ciò che le persone intelligenti hanno reputato inevitabile».

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