Ulivismo evangelico.

Di Tempi
05 Luglio 2007
La laicissima due giorni di preghiera di Bindi e Castagnetti contro l'uso politico della religione

Rosy Bindi e Pierluigi Castagnetti hanno tenuto una “due giorni di lavoro e di preghiera” nel monastero di Enzo Bianchi, il monaco auricolare di Bose. I due pii maestri di laicità, che mai si sognerebbero di usare la religione come instrumentum regni, sono molto arrabbiati con il resto del mondo. Con la Chiesa italiana, che dopotutto è la loro Chiesa, e perciò, rampogna Rosy, «ci è mancata la radicalità evangelica per dire ai vescovi: così non va». Con il cardinale Camillo Ruini, che dopotutto è stato il capo della Chiesa italiana, e perciò, pontificano entrambi, «il ruinismo va chiuso». Con Radio Maria, e perciò, bacchetta Rosy, «non dubito della buona fede di chi l’ascolta, ma dobbiamo difendere la nostra Chiesa». Con i preti giovani, che dopotutto sono troppo giovani per certe cose, e perciò, li richiama Rosy, «non chiedo loro di sottoscrivere i Dico ma voglio spiegare come sono nati e perché». Con il Pd, che dopotutto per due cuoricini così è una bella capanna, e perciò, dice bibì Rosy, «non sono ancora state scritte le regole, come possono annunciare o meno una candidatura?». Con Veltroni, che dopotutto ci mette un po’ di prezzemolo nel bollito misto al governo, e perciò, dice bibò Piergigi, «sconsiglio a Rosy di correre contro di lui». Con i teodem, che, insomma, sono anche loro cattolici come bibì e bibò, e perciò, raccomanda Rosy, bisogna guardare a gente «come Togliatti, che non era cattolico ma si sforzava di capire fenomeni che sapeva importantissimi per la politica italiana». Bè, certo, questi due sono proprio fenomeni importantissimi per la politica italiana. Che altro dire, complimenti agli autoreggenti.

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