La Tahawy contro l’islamizzazione della questione palestinese
«Da quando in qua i governanti arabi e islamici hanno bisogno dell’opinione di un religioso per potere avere rapporti diplomatici con un’altra nazione?». A porsi questa domanda è Mona el Tahawy, giornalista egiziana attualmente residente negli Stati Uniti. La nazione in questione è Israele. E il religioso è lo sceicco di al Jazeera, Yousef al Qaradawi, che sostiene, nei suoi sermoni e durante le conferenze cui partecipa, che i paesi arabi non devono normalizzare i rapporti con Israele finché non sarà creato uno Stato palestinese. Non solo, ma sostiene pure la liceità degli attentati suicidi. La Tahawy reagisce fermamente: «Il conflitto arabo-israeliano è stato il carro sul quale sono saliti quasi tutti gli arabi e i musulmani, ma porlo in un contesto religioso non serve a nessuno, tanto meno ai palestinesi». Attacca duramente i Fratelli Musulmani e i loro leader: «Costoro e altri gruppi fondamentalisti hanno usato la sconfitta del 1967 per ricordare ai sovrani, per lo più laici, della regione che la sconfitta era la conseguenza del loro allontanamento da Dio. Da quel momento, più islamica si rendeva la Palestina, più si era legittimati. (.) Quando muftì e teologi come Qaradawi hanno reso leciti gli attacchi suicidi avrebbero dovuto sapere che il processo diventava irreversibile: una volta resi legittimi nei confronti degli israeliani, perché vietarli nei confronti di altri?». Il ragionamento è semplice: una volta infranta la sacralità della vita non si può che cadere nel baratro. La Tahawy è molto lucida: «Certo, l’occupazione deve finire e i palestinesi meritano uno Stato. Ma i cinici predicatori del terrorismo che vogliono mandare giovani musulmani a morire hanno sfruttato il conflitto israelo-palestinese a proprio vantaggio. Bisogna sottrarre la Palestina dalla morsa islamista. Il conflitto è una questione umana, non musulmana». Queste parole ci devono ricordare che l’islam quando diventa politica, e questo è il caso dei Fratelli Musulmani, non è più islam ed è pericoloso sia per noi che per gli stessi musulmani.
valentina.colombo@imtlucca.it
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