Dini la pensa come Hamas e se ne vanta. Dimissionatelo
Lamberto Dini deve dimettersi dalla presidenza della commissione Esteri del Senato della Repubblica. Almeno questo dovrebbero chiedere gli altri senatori membri della commissione se leggessero e non condividessero la sua recente intervista al Corriere della Sera. Il presidente Dini è andato a Damasco, ha incontrato il dittatore Bashar el Assad e ha spiegato al Corrierone che tutto, ma proprio tutto, è colpa di Israele. In Libano è stato ammazzato l’ex premier Rafik Hariri? Le Nazioni Unite hanno riconosciuto i serivizi segreti siriani responsabili dell’assassinio, ma Dini spiega: la colpa è di Israele. Nonostante il ritiro israeliano, Hezbollah continua da anni a lanciare missili katiusha sui kibbutzim israeliani? È colpa di Israele. E Hezbollah? Trattasi di un «importante gruppo parlamentare» con un leader, Nasrallah, «davanti al quale tutti si inchinano con rispetto per la sua saggezza». Il fondamentalismo è un pericolo anche per il regime siriano? La colpa è di Israele. La Siria non riconosce il diritto all’esistenza di Israele? La colpa è di Israele. E i fondamentalisti di Hamas? «È un gruppo eletto democraticamente». Avete letto il pensiero di Lamberto Dini, non uno qualsiasi, ma, appunto, il presidente della commissione Esteri del Senato. E gli altri membri della commissione – mi rivolgo in particolare ai senatori eletti nelle file del futuro Partito democratico (Antonio Polito, Willer Bordon, Furio Colombo, Claudio Micheloni, Edoardo Pollastri) – si sentono rappresentati da questa presidenza?
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