Dini la pensa come Hamas e se ne vanta. Dimissionatelo

Di Reibman Yasha
05 Luglio 2007

Lamberto Dini deve dimettersi dalla presidenza della commissione Esteri del Senato della Repubblica. Almeno questo dovrebbero chiedere gli altri senatori membri della commissione se leggessero e non condividessero la sua recente intervista al Corriere della Sera. Il presidente Dini è andato a Damasco, ha incontrato il dittatore Bashar el Assad e ha spiegato al Corrierone che tutto, ma proprio tutto, è colpa di Israele. In Libano è stato ammazzato l’ex premier Rafik Hariri? Le Nazioni Unite hanno riconosciuto i serivizi segreti siriani responsabili dell’assassinio, ma Dini spiega: la colpa è di Israele. Nonostante il ritiro israeliano, Hezbollah continua da anni a lanciare missili katiusha sui kibbutzim israeliani? È colpa di Israele. E Hezbollah? Trattasi di un «importante gruppo parlamentare» con un leader, Nasrallah, «davanti al quale tutti si inchinano con rispetto per la sua saggezza». Il fondamentalismo è un pericolo anche per il regime siriano? La colpa è di Israele. La Siria non riconosce il diritto all’esistenza di Israele? La colpa è di Israele. E i fondamentalisti di Hamas? «È un gruppo eletto democraticamente». Avete letto il pensiero di Lamberto Dini, non uno qualsiasi, ma, appunto, il presidente della commissione Esteri del Senato. E gli altri membri della commissione – mi rivolgo in particolare ai senatori eletti nelle file del futuro Partito democratico (Antonio Polito, Willer Bordon, Furio Colombo, Claudio Micheloni, Edoardo Pollastri) – si sentono rappresentati da questa presidenza?

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