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Lucien Israël, celebre oncologo francese, ateo e battagliero, spiega, dall’alto della sua esperienza, perché è contro la dolce morte, sponsorizzata dai «benpensanti» con motivazioni astratte che mai tengono conto delle reali esigenze dei pazienti. Per Israël «l’eutanasia legalizzata rappresenta la rottura del legame simbolico tra le generazioni» e si sta andando verso una società in cui «i vecchi dovranno difendersi dai giovani, dai medici e dagli infermieri». L’eutanasia è frutto di una crisi iniziata «nel ’68», tempo in cui «l’educazione è andata allo sfascio e gli animatori televisivi si sono sostituiti ai maestri». In generale, va detto che i giudizi di Israël sono tutti condivisibili, tranne alcuni che tendono a porre una differenza tra eutanasia attiva e passiva.
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