Dal Brasile agli Emirati Arabi

Di Manes Enzo
05 Luglio 2007

Una delle massime in azienda: si costruisce solo ciò che si riesce a fare. Che comunque è assai. Questo consente alla Mi di assicurare alla clientela affidabilità e sicurezza. «Siamo fieri dell’assistenza che riusciamo a garantire: i nostri tecnici sono pronti a intervenire 24 ore su 24», spiega l’imprenditore Carlo Andrea Casiraghi. Oggi il settanta per cento della produzione finisce all’estero. Non solo in Europa, ma anche in paesi come Brasile ed Emirati Arabi. «Pensiamo di essere un’azienda estrosa, che non ha paura di confrontarsi con il nuovo, di trovare sempre soluzioni innovative per il proprio mercato». Ecco allora la collaborazione con il Politecnico di Torino. Allo studio un progetto per ridurre l’impatto ambientale dei solventi che si scaricano nell’atmosfera. «Il progetto è già in una fase avanzata. E le indicazioni sembrano essere proprio confortanti». Insomma, bisogna guardare avanti. Anche per fuggire dalle classiche gare al ribasso. Che non rientrano nella politica dell’azienda di Calò. Per il Casiraghi è inutile e dannoso vendere impianti dove non è richiesta una soluzione tecnologica e perciò non è riconosciuto il lavoro di ricerca, progettazione, collaudo e servizio post vendita. Gli piacciono i percorsi in salita. «Sono un amante della bicicletta, un passista-scalatore che non teme la strada che si inerpica».

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