L’impossibilità di rinunciare ai capricci di una figlia al mare

Di Valenti Annalena
05 Luglio 2007

I bambini sono una ventina, hanno tutti un braccialetto di riconoscimento, sono “il club tra i sei e i dieci anni”. Gli animatori sono simpatici e si fanno obbedire, stanno giocando a caccia al tesoro e sembra si divertano, il pensierino di mollargli i figli ti viene spontaneo. Il papà poco più in là sembra la pensi allo stesso modo, li osserva da un po’, parla con uno degli animatori, cosa fate, dove andate, li guarda ancora, sembrano a posto, guarda la figlia, il pensiero galoppa, non c’è nessun problema, mica sono di quelli che “la mollo al mattino e la rivedo alla sera”, solo qualche ora, potrei riposarmi, nuotare, leggere, mangiare tranquillamente con sua madre, mi eviterei un sacco di piagnistei e capricci, veramente anche i sorrisi e le risate e quel disegno speciale non lo farebbe a me ma all’animatore. Lo sguardo cambia, niente da fare, anche per quest’anno niente braccialetto, forse il prossimo, e si mette a correre sulla spiaggia con la bambina, a spruzzarsi e a ridere con lei senza nessuna dignità.

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