Dove sognare il Profeta diventa alibi per i crimini
Il giudice del tribunale di Taiz, nello Yemen, stava giudicando qualche giorno fa il caso di un giovane di 23 anni, accusato di aver ucciso il custode della sua scuola coranica. «Ho cercato a lungo – ha spiegato Taher – di trattenere la mia rabbia contro il custode, pregando Iddio di aiutarmi, ma alla fine mi è apparso il profeta Maometto in sogno e mi ha ordinato di ucciderlo». L’assassino ha poi aggiunto di aver consultato alcuni ulema, e tutti gli hanno riferito del hadith che dice: «chi vede Maometto nel sonno lo vede e lo sente realmente», e che sarebbe suo dovere eseguire quello che gli avrà ordinato per guadagnare la sua intercessione nel Giorno del giudizio. Gli ulema, ovviamente, non sapevano nulla del contenuto dell’ordine ‘profetico’. Se ricordiamo bene, una simile ‘apparizione’ stava dietro l’assassinio, nella città yemenita di Hodeida nel 1998, di tre suore di Madre Teresa, falciate da un estremista ritenuto inizialmente ‘pazzo’. Ma pare che le visioni non si limitino alla gente ignorante e semplice. L’anno scorso, durante un comizio per le elezioni presidenziali (era candidato il presidente Alì Abdallah Saleh), la responsabile del settore femminile del Congresso popolare (il partito al governo) ha affermato di aver visto in sogno Maometto che alzava una foto di Saleh e diceva: «Popolo yemenita, Allah ha glorificato l’islam con Omar (il secondo califfo) e Alì Abdallah Saleh. Tenetevelo dunque stretto!». Cercando in internet la frase ‘Maometto in sogno’ in arabo, abbiamo trovato ben 12.700 siti, alcuni dei quali spiegano addirittura come fare per sognarlo. A questo punto , non possono essere solo le foglioline del qat, tanto popolare da quelle parti, a dare alla testa.
camilleid@iol.it
Ma complessivamente la governance migliora
Mille miliardi di tangenti globali
La qualità media della governance nel mondo non è molto aumentata nell’ultimo decennio, ma è migliorata in molti paesi africani e questo ha un effetto positivo sullo sviluppo perché riduce la corruzione e aumenta l’efficacia degli aiuti internazionali. Lo si legge nel rapporto della Banca Mondiale che analizza il livello di governance in 212 paesi e territori del mondo. Fra il ’98 e il 2006 gli indicatori sono migliorati in Kenya, Niger, Sierra Leone, Algeria, Liberia, Angola, Libia, Ruanda e Tanzania. Marcato peggioramento in Zimbabwe, Costa D’Avorio, Bielorussia e Venezuela. Daniel Kaufmann, coautore del rapporto, spiega che «il pagamento di tangenti nel mondo è stimato a 1.000 miliardi di dollari, e il peso della corruzione ricade sproporzionatamente sul miliardo di persone che vivono in stato di povertà estrema».
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