Quando lo spettacolo inquina

Di Togni Paolo
19 Luglio 2007
live earth i megaconcerti di al gore

L’immissione in atmosfera di una quantità di anidride carbonica pari a quella prodotta in cinque anni da trentamila inglesi è il prodotto netto ambientale del Live Earth, supermanifestazione organizzata dal candidato (trombato) alla presidenza Usa Al Gore. Si è trattato di una serie di megaconcerti (New York, Londra, Johannesburg, Rio de Janeiro, Shanghai, Tokyo, Sydney, Amburgo), ai quali hanno partecipato i più importanti cantanti del momento (non gli italiani, per motivi ideali consistenti nella ripartizione dei diritti) e oltre due miliardi (dichiarati) di persone fisicamente presenti o collegate via tv, cavo o rete. E pensare che lo stesso signore negli anni Ottanta era autorevole membro del Parents Music Research Center, organizzazione che voleva censurare i dischi dal contenuto non edificante, e come tale era odiato da cantanti e discografici. La dimensione dell’evento è significativa, ma il suo significato? Lo stesso Bob Geldof, ideatore di questo tipo di manifestazioni (Live Aid), ha detto che si è trattato di uno spettacolo vuoto, privo di uno scopo preciso. Non possiamo essere d’accordo, questa manifestazione ha avuto vari obiettivi: l’ulteriore promozione della lobby eugenetica, sedicente ambientalista, paleocapitalista, arrogantemente wasp, della quale il ricchissimo ereditiere Gore fa parte. Nella stessa logica c’è poi il tentativo di coinvolgere un gran numero di poveri di spirito in un’operazione di potere tendente a impedire che i popoli sottosviluppati possano progredire così che quelli sviluppati possano mantenere il loro livello di vita; infatti per ridurre del 50 per cento le emissioni di CO2 bisognerebbe bloccare almeno il 40 per cento della produzione mondiale di beni e servizi. Infine, il disegno di riciclare un ricco, perdente nato, in leader mondiale di una causa antiscientifica, oscurantista e demenziale quanto si vuole, ma che tuttavia gode di una grande popolarità. Oltretutto intorno alla manifestazione c’è un’ombra di malafede: per esempio, si è detto di aver usato solo energia prodotta da fonti rinnovabili, e questa è una bugia, dato che non è possibile distinguere quale elettricità si stia usando. Per concludere, Al Gore propone la costituzione di un’associazione contro il riscaldamento della Terra. Se vogliamo mettere insieme altri perdenti e altre imprese demenziali, aspettiamo che Ségolène Royal promuova la lega contro i terremoti, le eruzioni vulcaniche e gli tsunami; e che Gerhard Schroeder istituisca la ben più impegnativa associazione per allargare l’orbita di Giove.

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