La Fiaccola lungo il Tamigi
Apparentemente cinque anni possono essere un lungo lasso di tempo. Questo però non è valido se coinvolge cantieri e costruzioni ambiziose, dato che a farle sono gli inglesi, e che saranno la base delle Olimpiadi 2012. Dopo le edizioni del 1908 e del 1948, per la terza volta Londra sarà sede dei prestigiosi giochi della Fiaccola. Da quando è stato dato l’annuncio ufficiale, in cui la capitale inglese ha sbaragliato altre importanti città come Parigi, si è subito pensato a come poter migliorare le strutture già esistenti, e dove ergerne altre. I progetti sono stati fatti con un intento a lungo termine: tutto ciò che verrà costruito ora, in occasione dei Giochi Olimpici e Paraolimpici, rimarrà per le future generazioni di cittadini inglesi. In particolare per i progetti dell’East End che daranno nuova vita alla zona, con l’implementazione delle linee di trasporto e la creazione di nuovi posti di lavoro – se ne contano ben 12 mila – che ne conseguirà.
I cosiddetti villaggi olimpici in cui soggiorneranno gli atleti, tra una competizione e l’altra, verranno poi convertiti in appartamenti, per un totale di 9 mila residenze. Sia chi si recherà a sentire di persona il sudore degli atleti in gara, sia chi vedrà le spettacolari performance dal divano di casa, avrà comunque modo di rendersi conto delle grandi trasformazioni che subirà la capitale britannica, solo nel giro di cinque anni. Infatti, anche la periferia nord muterà fisionomia, grazie alla trasformazione della Lower Lea Valley, un’ampia area per lo più caratterizzata da capannoni industriali in disuso, e case popolari.
Paradossalmente la maggiore attenzione dei media non è tanto sui lavori in corso, ma sul logo stesso della manifestazione, composto da grosse cifre colorate per formare il numero 2012. Oltre a essere ritenuto brutto e poco comprensibile dall’80 per cento degli inglesi, il filmato pubblicitario, in cui si vedevano le quattro cifre cambiare colore velocemente, si è dovuto ritirare perché rischioso per chi soffre di epilessia.
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