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Per la “nuova” Banca Mondiale la povertà è colpa delle nascite
washington Aria nuova alla Banca Mondiale dopo la sostituzione del presidente Paul Wolfowitz, caduto in disgrazia e costretto alle dimissioni, con Robert Zoellick, diplomatico americano e numero due del gruppo Goldman Sachs. Un rapporto fresco di stampa dal titolo Population Issues in the 21st Century: The Role of the World Bank spiega, contro ogni evidenza storica, che il controllo delle nascite e i servizi di salute riproduttiva sono indispensabili per ridurre i tassi di natalità e aumentare quelli di crescita economica. Per dare forza all’analisi con argomenti emotivi, il rapporto mette in evidenza i dati circa la mortalità materna e le conseguenze dell'”aborto insicuro”: ogni anno nel mondo restano incinte 210 milioni di donne; di esse più di 500 mila muoiono durante il parto o subito dopo; altre 68 mila muoiono a causa di “aborti non sicuri”. Una donna su 5, secondo la Banca Mondiale, ricorre all’aborto per non aver avuto accesso alla contraccezione.
È boom planetario di spesa militare e vendite di armi (ma non nucleari)
stoccolma Più spese militari, più armi vendute, meno testate nucleari. Si potrebbe riassumere così il rapporto 2007 del Sipri, l’Istituto per le ricerche sulla pace internazionale di Stoccolma. Nel 2006 la spesa militare mondiale si è assestata sui 1.204 miliardi di dollari, il 3,5 per cento in più rispetto a quanto speso nel 2006. Nel decennio 1997-2006 l’aumento complessivo è stato del 37 per cento. Gli Stati Uniti da soli hanno speso 528,7 miliardi di dollari, seguiti a grande distanza da Regno Unito (59,2) e Francia (53,1). La Cina è diventata il primo paese dell’Asia per spesa militare con 49,5 miliardi. La Russia è solo sesta con 34,7 miliardi di spesa. Anche le vendite di armi hanno conosciuto un’impennata: le vendite di armamenti delle 100 maggiori società al mondo (dati del 2005) sono aumentate del 3 per cento in termini reali rispetto al 2004, e del 18 rispetto al 2002. Nel 2006 si è inoltre registrato un aumento del 50 per cento nel commercio internazionale delle armi convenzionali rispetto al 2002.
«Molti terroristi britannici rientrano a Londra dall’Iraq». Brown è avvisato
new york Secondo un rapporto del Dipartimento antiterrorismo della polizia di New York sono 150 gli individui con cittadinanza britannica che si sono recati in Iraq per combattere le truppe della forza multinazionale. «Si ritiene che un certo numero di essi – si legge nel rapporto – sia tornato e abbia costituito cellule dormienti». Il rapporto afferma anche che Abdul al Hadi al Iraqi, leader operativo di al Qaeda, in una lettera aveva richiesto che venissero compiuti attentati al momento del passaggio dei poteri da Tony Blair a Gordon Brown.
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