Il vulcano Heggy si è scatenato contro la complottomania araba
Quando ho detto a Tarek Heggy che avrei voluto descriverlo come un vulcano ha avuto questa reazione: «Certo, sono un “vulcano” che rifiuta i sintomi di arretratezza di tutte le società arabofone, un “vulcano” che promuove l’umanità, la civiltà e il progresso, e un “vulcano” di rabbia perché gli arabi, in generale, non perdono mai l’occasione per perdere un’occasione». In un Egitto dove la deriva islamista è sempre più evidente, Heggy non si nasconde, non ha paura di esprimere le proprie idee. Non teme di pronunciare la parola Israele e dice apertamente di recarvisi spesso per motivi di lavoro e ricerca. Non a caso uno dei suoi principali propositi è quello di liberare il mondo arabo dal tarlo dell’ideologia del complotto – sionista, americano oppure occidentale in genere. Ideologia che si riscontra a vari livelli: «In tutti coloro che possono essere classificati come “islamisti” (i Fratelli Musulmani, la Gamaat al Islamiyya e tutti i movimenti fondamentalisti); in tutti coloro che possono essere qualificati come socialisti, e che comprendono socialisti e marxisti; infine nei semplici cittadini arabi ed egiziani». Della pervasività di tale ideologia Heggy analizza anche le cause: «Gli islamisti considerano la storia della regione come la storia di un conflitto tra l’islam e il mondo giudeo-cristiano. Attribuiscono enorme importanza alla dimensione ebraica, che sarebbe all’origine della maggior parte dei mali nel mondo arabo-islamico. I socialisti vedono in ogni situazione una conseguenza della lotta tra l’imperialismo e le popolazioni oppresse. Infine i semplici cittadini riflettono l’opinione diffusa dai media, la maggior parte dei quali sono dominati o dagli islamisti o dai socialisti». La denuncia di Heggy vuole provocare un «risveglio della mente araba» che conduca a quello spirito critico che caratterizza oggi i “nuovi Averroè”. Ma siamo certi che voci come quella di Tarek Heggy siano necessarie solo nel mondo arabo? L’ideologia del complotto non appartiene forse anche a parte dell’Occidente? A maggior ragione: benvenuto tra noi, Tarek.
valentina.colombo@imtlucca.it
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