Bruxelles all’attacco delle cooperative
Gli sgravi fiscali alle cooperative italiane tornano nel mirino delle istituzioni. europee. I servizi alla concorrenza della Commissione europea hanno inviato al governo italiano una lettera nella quale si chiede conto del regime agevolato di cui godono le nove cooperative del Belpaese. In sintesi, a differenza delle altre imprese, le coop non pagano l’Ires su gran parte degli utili. Prima si trattava del 100 per cento, poi la riforma voluta dall’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti, ha limitato la quota esentasse al 70 per cento, nel caso in cui le cooperative siano a mutualità prevalente e al 30 per cento nel caso in cui i servizi o i prodotti delle cooperative siano destinati prevalentemente a non soci. La richiesta non rappresenta l’apertura di un’inchiesta formale per aiuti di Stato, ma è il passo preliminare per permettere al commissario alla Concorrenza, Neelie Kroes di decidere se farla partire. In parte si tratta di un atto dovuto, dopo che le associazioni di commercio riunite in Federdistribuzione hanno presentato un esposto alla Commissione, nella quale si fa presente che le cooperative sono ormai aziende leader nei rispettivi campi di azione. E che proprio per questo avrebbero perso la natura mutualistica, e quindi la funzione sociale, delle origini. Peccato che a smontare questa accusa, in un incontro a Bruxelles proprio con il commissario Kroes, ci abbia pensato una liberista convinta come Emma Bonino: «Non esiste distorsione del mercato – ha dichiarato – e il buono stato di salute delle aziende non cooperative che agiscono nei vari settori lo dimostra».
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