Nel tempo del maestrale, il tempo di tornare bambini

Di Valenti Annalena
23 Agosto 2007

«Vi fu un tempo in cui facevi domande poiché cercavi risposte ed eri felice quando le ottenevi. Torna bambino, chiedi ancora» (C.S. Lewis). G. ha due anni e vede le cose come noi non le vediamo. Seduta in braccio alla mamma, mentre si ripara dal maestrale chiede: «Di che forma è il buio?». G. ha sei anni e vede le cose come noi non le vediamo. La biancheria è stesa ad asciugare al maestrale: «Guarda quei panni come volano al vento, i pantaloni sembra che camminano, e adesso guarda fanno a lotta con la camicia. Che bello il vento, da dove viene per essere così bello?». C. ha sedici anni, e vede le cose come noi non le vediamo. È sul balcone ad ammirare il tramonto che infuoca il mare, l’aria è tersa per il maestrale appena cessato, i colori passano dall’oro al rosso acceso. Seduto a terra, le gambe allungate, decide di immortalare quel momento. E disegna i suoi piedi incrociati contro la ringhiera. «Come facevo a rendere quella bellezza?». E il maestrale soffia su domande di bambini che cercano grandi risposte.

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