In America la vacanza costa meno

Di Abbondanti Walter
23 Agosto 2007

Abbiamo già avuto modo di trattare i problemi che il supereuro ha creato ai turisti in arrivo dall’area del dollaro. Certo il fenomeno interessa anche il turismo dall’Italia verso gli Stati Uniti, infatti dall’altra parte dell’Atlantico si registra un aumento del 20 per cento di ingressi italiani. Visit Usa (l’agenzia di promozione del turismo statunitense) stima di 600 mila gli arrivi di italiani per quest’anno. Per quel che riguarda il dato generale sul lungo raggio l’andamento non è stato incoraggiante, infatti dall’inizio dell’anno ad oggi le agenzie di viaggio, collegate ai più importanti network, registrano un decremento dell’8 per cento sulle vendite e sulle prenotazioni che riguardano in gran parte la stagione estiva. Gli esperti ne fanno una questione di costi, dato che molti prodotti di lungo raggio sono difficilmente accessibili per la maggior parte della clientela. Ecco che quindi insieme al Mediterraneo, tornato alla ribalta con prezzi più competitivi dello scorso anno, si aggiungono anche le destinazioni a stelle e strisce favorite da un inatteso cambio dollaro-euro nettamente favorevole alla moneta unica europea. Se si considera il fatto che tutti i dati di tendenza sul turismo italiano davano il 26 per cento di turisti italiani verso l’estero e il 74 per cento in Italia e che solo il 9 del 26 per cento degli italiani aveva dichiarato che avrebbe effettuato un viaggio a lungo raggio, questo incremento assume un valore ancor più rilevante. Se davvero il prezzo del viaggio conta così tanto allora tutti gli italiani che intasano le autostrade non si recano nei nostri costosissimi alberghi, bensì da amici e parenti. A loro diciamo che il cambio favorevole dell’euro provocherà un beneficio sul prezzo del carburante solo di un millesimo di euro al litro.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.