«L’Italia sembra decisa ad abolire la notte», dice Diamanti. O, almeno, a metterci su una tassa

´ «Il suo demerito sta nel fatto che ha rinunciato a introdurre nella modernità un’alterità critica», dice Achille Occhetto al Riformista riferendosi a Craxi (25 agosto).
Occhetto è stato invece altero, talvolta alterato e persino alterico, comunque sempre alterista. Criticamente, per giunta.
´ «Montezemolo fa retorica», dice Vincenzo Visco a Repubblica (25 agosto).
La vita è fatta così: i prototipi prototipeggiano. Montezemolo fa retorica, Visco tassa, D’Alema fa il cattivo, Veltroni fa il buono, Fassino non sa che cosa fare.
´ «Walter non è uomo di nomenklatura», dice Franca Chiaromonte al Corriere della Sera (25 agosto).
è finito per caso nella direzione del Pci all’inizio degli anni Ottanta: stava cercando la porta della toilette e si è trovato in una stanza piena di uomini in grigio. E, siccome è una persona educata, non ha più saputo come uscirne.
´ «No, in quell’occasione non si parlò né di brigatisti né di terroristi, almeno non in mia presenza», dice Mario D’Urso al Corriere della Sera (25 agosto).
Ma Fanny e Fausto, ogni volta che Mario andava a fare pipì, ne approfittavano per brindare alle Brigate rosse.
´ «Il tono spesso becero degli attacchi al governo», dice Claudio Magris al Corriere della Sera (26 agosto) .
Mica quegli attacchini delicati in punta di penna che tipetti come Magris facevano contro il governo Berlusconi.
´ «Basta con i giullari Pd», dice Pippo Baudo alla Stampa (26 agosto).
Solo giullari Udeur?
´ «Questo paese sembra deciso ad abolire la notte», dice Ilvo Diamanti sulla Repubblica (26 agosto).
O, almeno, a metterci su una tassa.
´ «Noi parliamo di futuro», dice Enrico Letta a Repubblica (27 agosto).
Buona idea, sul presente è meglio sfumare molto.
´ «Credo che il finanziamento pubblico sia ancora necessario», dice Nicola Latorre al Corriere della Sera (27 agosto).
Devono averglielo detto, rigorosamente per telefono, alcuni suoi vecchi amici che non possono più finanziare i Ds.
´ «Per me la ricchezza significa avere una grande libertà, anche quella di essere – e lo dico come laureata in fisica – un modello ripetibile», dice Milly Moratti alla Stampa (28 agosto).
Mamma mia! Non ne basta una?
´ «Volgarità alle quali non ci rassegniamo», dice Guglielmo Epifani all’Unità (28 agosto).
Poi, ci sono le volgarità a cui si rassegnano.
´ «Il Pd non può essere la snervante mediazione delle posizioni, a mezza via tra l’Udeur e il Pdci», dice Francesco Rutelli al Manifesto (28 agosto).
La snervante mediazione va fatta tra l’Italia dei Valori e Rifondazione?
´ «Non so se il governo intenda rimangiarsi qualcosa», dice Lamberto Dini al Corriere della Sera (28 agosto) .
Non si sa, certo che è tutto un mangiare e rimangiarsi.
´ «Lo scialo della parola “perdono” è una delle massime colpe dei media», dice Michele Serra sulla Repubblica (29 agosto).
Come colpa, viene subito dopo al perdono per l’uso della parola “scialo”.
´ «Veltroni insiste tanto sul suo Pantheon, io non ho un Pantheon», dice Enrico Letta alla Repubblica (29 agosto).
Niente dèi per Letta, al massimo zii.
´ «Non potrà non rappresentare un sentimento così vasto e popolare, un fiume che attraversa nelle vene la società italiana», dice Francesco Rutelli a Europa (29 agosto).
Un fiume che attraversa le vene è un’immagine un po’ da Vasco Rossi.
´ «Facciamo funzionare la coalizione che c’è», dice Romano Prodi a Europa (30 agosto).
E poi si dedica a un obiettivo più realistico: fare i cento metri in dieci secondi netti.
´ «Il caldo spinge i politici a dire cose improbabili», dice Massimo D’Alema alla Repubblica (30 agosto).
E non solo sui giornali, molto anche via telefono.ó

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