Un assaggio di paradiso sulle tavole imbandite d’estate
«Immaginate un pranzo bellissimo – dice il prete nella sua predica domenicale – e buonissimo. Sulla collina con una magnifica vista è stato sistemato il grande tavolo, una leggera brezza rinfresca l’aria, gli ospiti sono amici che avete invitato». Non facciamo fatica a immaginarlo: in un secondo passano nella mente i pranzi dell’estate, quando si ha più tempo per figli e amici, la cena da Franca, i bambini piccoli che catalizzano l’attenzione, l’ospitalità di zio Vanni, i tavoli sotto le piante, salumi e angurie per tutti, i ragazzi che iniziano a cantare, in campagnetta da Franco, a discutere di educazione mentre i bambini costruiscono capanne. «Ma tutta questa bellezza finisce» continua il prete, e anche questo vediamo e soffriamo di non potere piantare tende e rimanere lì dove la bellezza ci ha ferito. «Ora immaginate: il paradiso è questa bellezza che non finisce mai, anzi che si dilata all’infinito». Abbiamo visto e per una frazione di lampo secondo lo immaginiamo.
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