Meglio chi piange sulle spalle di Dio di chi piagnucola su quelle del mondo

Di Tempi
13 Settembre 2007

Secondo uno studio della new york university ci sarebbe la prova definitiva che l’uomo di sinistra è superiore. Lo dimostrerebbe una ricerca pubblicata su Nature Neuroscience, secondo cui «il cervello dei liberal è più reattivo». Sarà. Ma intanto a noi i polpettoni ecopacifisti di Hollywood suonano più propagandistici di quelli maccartisti degli anni Cinquanta. E l’aria soffiata dai polmoni per dimostrare quanto sarebbe interessante un mondo senza conflitti e senza emissioni di anidride carbonica, una fantasia buona per farci i film di Natale della Disney o di Benigni. Il mondo visto dai liberal è il mondo rassegnato agli slogan da supermercati. Si chiamino Amnesty International o Greenpeace, l’effetto pratico delle multinazionali benintenzionate non è la soluzione dei problemi, ma la crescita delle frustrazioni. Nell’ordine delle macroemergenze è noto agli esperti che l’Africa non solo non ha risolto uno solo dei suoi problemi endemici (sottosviluppo, guerre, carestie), ma è peggiorata sotto tutti i profili da che, negli ultimi trent’anni, si è diffusa quella mentalità turistico-umanitaria che ne ha fatto l’icona dei buoni sentimenti che tutti conosciamo anche solo dai concerti a piazza san Giovanni. è noto che la Terra non sta meglio da che l’ecologismo è diventata la religione occidentale mentre dalla Cina all’India, dall’Iran alla Russia, grandi inquinatori del pianeta, se ne fottono dei nostri proclami di Kyoto. E che dire delle campagne contro la pena di morte, uno dei cult dell’attivismo da anime belle? Una chiassata buona per dare una pittata di vita a Pannella, ma che non salva nessun povero cristo dai plotoni d’esecuzione delle dittature rosse o dalle forche islamiste. La verità è che il liberal non è il prototipo di una nuova e superiore umanità. è il dagherrotipo del vecchio e pedante borghese alla Fiera delle vanità.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.