Tra tagli di insegnanti e buone intenzioni
Una grande mossa mediatica, di quelle che non mancano di venire fuori dall’Eliseo quando a risiedervi è Nicolas Sarkozy. La settimana scorsa il presidente francese ha inaugurato l’anno accademico inviando a tutte le scuole del paese un vero e proprio manifesto per una «vera rifondazione» del sistema educativo francese. Molte le novità annunciate: la riforma della scuola secondaria unica, il ripensamento degli orari e dei programmi, più interdisciplinarietà, «un ritorno alla cultura generale» e «un’educazione al rispetto». Ma al di là delle intenzioni per il futuro c’è anche qualche decisione concreta. Che già suscita proteste. Sarkozy ha infatti confermato che «professori e insegnanti saranno meno numerosi», un “alleggerimento” che comincerà nel 2008 con la soppressione di 11200 posti da insegnante. Da citare, un passaggio che può almeno in parte spiegare perchè Sarkozy ha rinunciato ad introdurre nelle Università una maggiore selezione dopo l’opposizione dei sindacati studenteschi: «Invece di applicare una selezione brutale all’ingresso nell’Università, che sarebbe una soluzione malthusiana, dobbiamo elevare progressivamente il livello di esigenza nella scuola primaria, al collegio e al liceo. Nessuno deve entrare (nella classe successiva) se non ha provato di poterne seguire l’insegnamento».
Questo vale anche per il baccalauréat, che dovrà tornare ad essere un filtro per selezionare i più meritevoli che potranno entrare all’Università. Suggestivo e perfino “veltroniano” quest’altro passaggio del testo presidenziale, assai surrealista soprattutto se si pensa alla massa di studenti che dalle città e dalle rispettive periferie dovrebbero invadere gioiosamente i luoghi più suggestivi di quel meraviglioso paese che è la Francia: «I bambini non devono rimanere chiusi in classe. (.) Fin da piccoli devono essere messi di fronte alle bellezze della natura e iniziati ai suoi misteri. È nelle foreste, nei campi, nelle montagne o sulle spiagge che le lezioni di fisica, di geologia, di biologia, di geografia, di storia ma anche di poesia avranno spesso più portata e più significato».
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