Fortuna che ci pensano i figli a riconciliarci col Vangelo

Di Valenti Annalena
13 Settembre 2007

Dispiace, nel giorno del rientro dalle ferie, non poter adempiere al precetto festivo in un santuario popolare come quello di Caravaggio, dove le omelie dal pulpito sono elementari ma sagge. Non ho nulla contro la Messa in parrocchia. Però non sarebbe bello se nelle loro prediche, invece di raccontare delle fiaccolate per la pace e farci pregare «per la riconciliazione tra cristiani e protestanti», i preti si prendessero la briga di studiare e poi almeno trasmetterci il magistero del Papa? Per fortuna è ricominciata la scuola e le telefonate tra figlie e compagne di scuola. Teresina, che entra in quarta elementare ed è minuta e piccolina, ci ha fatto sorridere tutti quando Clara ha riportato a tavola la chiacchiera con l’amichetta Arianna. «Come nella parabola i poveri diventeranno ricchi e i ricchi diventeranno poveri, così quelli alti diventeranno bassi e quelli bassi diventeranno alti. Io, tipo, sono bassa e diventerò alta. Tu invece sei media e resterai media». Già, come diceva Gesù, siate semplici come colombe e astuti come serpenti.

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