Continuino pure con le loro ecobufale. Una montagna (di rifiuti) li seppellirà
Mentre il presidente Napolitano si appresta a viaggiare fuori porta per andare a inaugurare il “Polo della qualità” (22 settembre) che «riunisce le griffe più prestigiose della moda e della gioielleria made in Campania»; e mentre il ministro napoletano dell’ambiente dà i numeri al clima, gioca al “Frankenstein-Ogm”, blocca le opere pubbliche e fa incazzare il suo collega Antonio Di Pietro, sulla ruota di Napoli i bambini Unicef, le bestioline Wwf e le fragole dop, crescono e si moltiplicano su montagne di spazzatura. Come documenta il servizio di Tempi (Cavallari, a pagina 20), i fuochi di primavera-estate non si sono affatto spenti. Nonostante il succedersi delle stagioni, delle indignazioni e dei commissari straordinari, l’emergenza rifiuti è tutt’altro che risolta. Per questo l’Europa ci ha esposto al ludibrio internazionale e tra qualche giorno scadranno i cento giorni che la Commissione ha dato al governo italiano per rispondere coi fatti al disastro ambientale prodotto dall’inanità dello splendido Antonio Bassolino. Incoronato ufficialmente “Re di Napoli” da Pino Daniele. E dalla “procura regia” indagato per truffa ai danni dello Stato. Sull’emergenza rifiuti in Campania Bruxelles ha aperto un procedimento di infrazione nei confronti dell’Italia il 27 giugno scorso. Il governo italiano, mediante la sua rappresentanza permanente presso l’Europa, ha risposto alla messa in mora con una lettera recapitata alla Commissione a metà agosto. Tale risposta, preparata dal ministero dell’Ambiente e dalla Protezione civile, è stata approvata dal dipartimento Politiche comunitarie della presidenza del Consiglio. La Rappresentanza italiana attende di avere una valutazione (parere motivato) da parte della Commissione entro la fine di settembre. In attesa del “parere”, vengano, vengano i signori commissari e i gentili lettori, a vedere come si uccide, in silenzio (motivato?), la Campania.
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