Preso il pc di bin Laden: una «miniera d’oro» di segreti – Rassegna stampa/1
Nel blitz che ha portato le forze speciali dei Navy Seals a uccidere Osama bin Laden, leader di al Qaeda, ad Abbottabad in Pakistan, è stato recuperato il pc del terrorista più ricercato al mondo. “Molte informazioni sono crittografate, ma «se anche solo il 10 per cento venisse utilizzato», ha detto una fonte dell’intelligence americana, si potrebbe mettere a nudo l’apparato organizzativo e logistico della rete terroristica islamica. Oltre a identificare, almeno potenzialmente, e localizzare i suoi capi” (Avvenire, p. 5).
Intanto si fanno più forti le voci degli scettici che non credono che Osama bin Laden sia davvero morto. Secondo i talebani non ci sono prove sufficienti anche se gli Usa hanno dichiarato di essere in possesso di foto e filmati che lo provano. “La Casa Bianca sembrava orientata a rendere note le foto sia del cadavere che della sua sepoltura in mare, ma una decisione finale non [è] ancora stata presa. Il timore è che le immagini del corpo straziato possano suscitare indignazione nel mondo islamico, e non solo” (Avvenire, p. 5).
In attesa delle foto ufficiali, ne sono comparse diverse che, secondo gli americani, sarebbero altri falsi. E’ anche stato diffuso “un presunto testamento spirituale del terrorista, in cui bin Laden proibisce ai figli di entrare a far parte di al Qaeda” (Avvenire, p. 5).
Secondo le ultime ricostruzioni del blitz, 79 uomini hanno partecipato alla “operazione Geronimo” che è stata seguita in diretta dal presidente Usa Barack Obama e dai suoi uomini alla Casa Bianca. Bin Laden, che era disarmato ma avrebbe «opposto resistenza», sarebbe stato colpito da due proiettili: uno alla testa sopra l’occhio sinistro e un altro al petto.
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