Devoti del rugby
I rugbisti, è noto, sono un po’ matti. D’altronde per accettare di dare e prendere botte per 80 minuti bisogna avere una testa particolare. Per andare allegramente a bere dopo la partita con chi ti fatto un occhio nero solo dieci minuti prima, ancora di più. Ma tant’è. In questo universo di giganti e gladiatori che in questi giorni stanno affrontandosi in Francia per la coppa del mondo svettano senza dubbi i giocatori della nazionale del Regno di Tonga, arcipelago dell’Oceano Pacifico meridionale che conta 110 mila abitanti e una tradizione rugbistica radicatissima. In vista dell’esordio vincente ai mondiali contro gli Stati Uniti giocato mercoledì 12 e terminato 25 a 15, la nazionale del Regno di George Tupou V ha cercato l’aiuto dal cielo. Ogni giorno, infatti, alla mattina e alla sera, giocatori e staff della nazionale si trattengono sul campo alla fine dell’allenamento per pregare, leggere la Bibbia e cantare insieme. E a guardare questi enormi atleti, pacificamente riuniti in raccoglimento, non si riesce davvero a comprendere come questa squadra possa essere considerata tra quelle di maggiore impatto fisico.
Ma una nazione che ha come slogan “Dio e Tonga sono il mio patrimonio” e che ha come inno nazionale “O immenso Dio”, non poteva non produrre una squadra di rugby così devota. «La fede ha un enorme significato per i giocatori», ha spiegato il team manager Angus Naupoto. «Ogni giorno leggiamo tre passaggi della Bibbia, cantiamo inni e preghiamo. Questo unisce molto i giocatori e ricorda loro chi siamo e da dove veniamo». Il flanker, giocatore della terza linea di mischia, Hale T Pole ha quindi ricordato che «così siamo cresciuti e così abbiamo sempre fatto. La fede cristiana ci dà forza». I giocatori, però, sia chiaro, non pregano per la vittoria. «Chiediamo a dio di proteggerci dagli infortuni e di aiutarci a dare il massimo», ha spiegato il mediano di mischia Soane Havea. L’impegno che la squadra ci mette è il suo testamento per la nazione di Tonga, ha assicurato l’assistant coach, il neozelandese Ellis Meachen. La chiesa di Tonga, dal canto suo, ha provveduto a far distribuire tra i fedeli la lista dei 45 nomi che compongono l’intera delegazione partita per la Francia, chiedendo loro di pregare per la squadra. Ma la particolarità dei tongani non riguarda solo l’incrollabile fede religiosa, bensì anche le abitudini alimentari.
Ne sa qualcosa il proprietario di un pub di Lymington nell’Hampshire, il Fusion Inn, che ha dovuto sfamare i trenta componenti della squadra reduci dall’allenamento a Bournemouth. In un paio d’ore, i i tongani hanno fatto fuori la bellezza di 30 polli arrosto, 27 chili di carne d’agnello e altrettanti di roast-beef, 14 chili di pasta e 14 chili di insalata di patate. E per riuscire a cucinare tutta quella roba e servirla in tempi brevi, il padrone del pub è stato costretto ad ingaggiare due cuochi supplementari e tre camerieri extra. «Quei giocatori erano davvero grandi e grossi – ha raccontato al Daily Mail Shannon Van Dreven, gestore del Fusion Inn – così abbiamo dovuto preparare un sacco di cose da mangiare. Abbiamo dovuto prendere due aiuti in più per dare una mano a cucinare. Hanno mangiato piatti su piatti di bistecche, pollo, agnello e insalata di patate, sotto gli occhi divertiti e attoniti degli altri avventori. Infatti, abbiamo lasciato aperto il locale anche agli altri clienti, perché potessero assistere al pranzo e tutti erano elettrizzati alla vista di quei giganti. Il pub è molto stretto, con le travi basse, e gli atleti avevano difficoltà a piegarsi e a muoversi, tanto che quando uno di loro passava davanti alla finestra, bloccava tutta la luce». Tra loro anche Paddy Power, al secolo Epi Taione, giocatore della nazionale che ha deciso di cambiare nome in occasione dei mondiali scegliendo appunto quello dello sponsor della squadra, un’agenzia irlandese di allibratori. Un tipo strano da sempre, il buon Paddy, visto che lo scorso anno era stato messo al bando dal campionato inglese per aver morso un avversario. Ora, con un nome nuovo di zecca, è pronto a vendicarsi: ha promesso di segnare una meta nella partita contro l’Inghilterra prevista per il 28 settembre. Ovviamente Tempi tifa Tonga.
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