Se i preti fanno conferenze sul latino anziché Messe in latino

Con riferimento all’articolo a firma del giornalista Mauro Bottarelli comparso nel numero 33/34 del 16 agosto 2007 del settimanale Tempi da Lei diretto alle pagine 20-24, dal titolo “Banche d’Italia addio”, sono con la presente a smentire il seguente virgolettato attribuito alla mia persona e riportato a pag. 23, sia nel contesto dall’articolo che nel box centrale «.Esattamente ciò che sembra volere Mario Draghi, uomo Goldman Sachs e fautore di un’Italia della grande impresa e non delle pmi», in quanto detta frase non è mai stata pronunciata. La invito pertanto, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 8 della Legge 8 febbraio 1948 numero 47, a provvedere alla pubblicazione di quanto sopra con modalità tali da garantire analoga evidenza rispetto al testo smentito.
Giovanni De Censi
presidente del Credito Valtellinese

Nessun redattore sano di mente penserebbe di farla franca mettendo in bocca a un presidente di ban-ca considerazioni simili sul governatore di Bankitalia. Mi pare evidente l’assenza di dolo. Trattasi di refuso da mancata chiusura dei virgolettati prima della frase incriminata (evidentemente un commento del redattore). Ce ne scusiamo.

Sabato 25 agosto, intorno alle 18 locali arrivo con un volo Austrian Airlines a Vienna da Larnaka. Ho un po’ di tempo, giro per l’aeroporto. Mi fermo di fronte alla zona C. Ci sono controlli di polizia. Arriva una coppia di arabi, lui in calzoni e polo, lei in burka (ma con scarpe e borsa Gucci). Si mettono in fila. Lui consegna i passaporti, la donna (?) gli resta a fianco, la poliziotta dà un’occhiata ai passaporti e non chiede di riconoscere la donna. La coppia supera il varco di polizia. Chi c’era sotto il burka? Una donna, un uomo, un bambino? Il sottoscritto ha visto da una distanza di un metro tutta la scena. Questa è la sicurezza dell’aeroporto di Vienna.
Giambattista Giua Milano

Un bel problema queste zanzariere.

La domanda è la seguente: che faranno i politici italiani quando i fondamentalisti pretenderanno che vengano chiusi gli allevamenti di maiali?
Laura Ciancio Mantovani Roma

Un altro bel problema questi precetti coranici.

Rimanendo valida la fatwa iraniana sulla testa di Rushdie, Al Qaeda ha stanziato una taglia di 100 mila dollari per chiunque ucciderà un disegnatore svedese “blasfemo”. I frequentatori dell’Ikea sono avvertiti.
Katia Schiavone Perugia

Ma forse, come con Ahmadinejad, c’è ancora spazio per il dialogo.

Dopo una robusta risata alla vista della rubrica “L’ottavo vizio capitale” in cui campeggia la caricatura e lo strameritato «Caro Grillo vaffanculo», mi son chiesto: perché non farne una maglietta?
Achille Ramazzini via internet

Eh no, caro Ramazzini, piano con queste t-shirt che poi finisce come con Prodi. Ma le sembra che «io sono un coglione»?


Di che specie sono e quale colpa commette chi produce gli embrioni uomo-animale? L’omicidio della dignità umana nell’assunzione menzognera di quell’onnipotenza che ha avuto pallidi precedenti nelle prassi spartane, naziste ed eugenetiche.
Matteo Maria Martinoli Milano

Noto con piacere che non tutti la pensano così alla leggera come l’elegante re Umberto delle tette Veronesi.


Mi permetto di segnalare che il 14 settembre è entrato in vigore il Motu proprio con il quale il papa revoca la sospensione dell’autorizzazione generale alla celebrazione della s. Messa secondo il rito di S. Pio V, celebrata ininterrottamente per cinque secoli in tutto il mondo cattolico. Mi sono recata dal parroco di Santa Francesca Romana in Milano e insieme a due amiche gli ho segnalato un gruppo stabile di persone che collaborano con la parrocchia che avrebbe il desiderio di assistere alla santa Messa secondo il rito antico. Il parroco mi ha risposto: «Occupatevi di qualcosa di più serio che di queste scempiaggini». Poi, nella discussione seguita al duro diniego, il parroco ha affermato – come farà il giorno successivo il cardinal Tettamanzi – che il Motu proprio non si applica al rito ambrosiano perché parla solo del romano e non richiama «la nostra specificità». Da giurista gli ricordo che la genericità del dato normativo non implica, ed anzi sussume tra i casi contemplati, anche il caso specifico. Mi congeda seccato dicendo che mi avrebbe risposto nei giorni successivi. Attendo paziente. Nessuna risposta diretta. Alla Messa prefestiva di sabato 15 settembre, al momento finale degli avvisi, il parroco sale all’ambone e declama: «Il giorno 24 settembre don Matteo (un coadiutore della parrocchia) terrà alle ore 21 una conferenza sul tema “la Messa in latino” nel salone Santa Rosalia». Prendo atto: il mio parroco, alla richiesta di celebrare una santa Messa il 24 settembre, ha preferito sostituirvi una conferenza. Per chi ha letto Il nemico o Il padrone del mondo sa qual è la sensazione che mi ha provocato questo avviso.
Laura Salvetti Tusa Milano

Sa, giusto domenica scorsa, anche nella campagna lombarda (Castronno, Varese, chiesa di sant’Alessandro) abbiamo sentito dire da un parroco in omelia che «Michelangelo è un pessimo teologo» per via di quella bagatella affrescata alla Sistina. Perciò le consiglierei di leggere anche La strada di Cormac McCarthy. Può essere un’ulteriore suggestione per meglio comprendere i segni dei tempi diocesani.

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