Alleandosi con i numeri di Padoa-Schioppa Fioroni crede di poter sfidare il sindacato
Il Quaderno bianco della scuola, presentato insieme da Padoa-Schioppa e da Fioroni, forse è il canto del cigno del governo Prodi. Ma alle sue note conviene dare ascolto. Intanto perché raccoglie e ribadisce dati e numeri e allarmi, che nel corso dell’ultimo ventennio sono stati segnalati dagli studiosi, dagli esperti e dal personale della scuola più attento alle dinamiche del sistema. La sinistra che ora governa li ha sempre considerati, sia all’epoca di Berlinguer sia all’epoca della Moratti, sterco del diavolo, prodotti di una mentalità liberista, privatista, aziendalista. Ora lo sterco, toccato da re Mida-sinistra di governo, si è trasformato in oro; questi dati incominciano ad essere presi sul serio. Il punto di paragone è, si intende, l’Europa. Riassumendoli qui: ritardo storico nel numero di diplomati; bassa quantità di competenze degli studenti; grave divario territoriale e per tipologia di scuola; iniquità sociale, nonostante le vantate virtù del modello centralistico-statalistico; la spesa per l’istruzione non è inferiore a quella di altri paesi, ma solo il 5,6 per cento in conto capitale, mentre la media Ocse è 6,7 per cento, quella della Finlandia è del 10,4; la retribuzione media dei docenti è modesta, la progressione lenta e non premia il merito; il numero di insegnanti rispetto agli studenti è il più alto rispetto all’Ocse e non è stato ridotto, nonostante i tagli; manca un serio sistema nazionale di valutazione; la collocazione nell’Ocse-Pisa è bassa.
Benché il Quaderno appaia decisamente ottimistico circa i passi già fatti nell’affrontare questi problemi – basti pensare all’autonomia scolastica tuttora bloccata da lacciuoli centralistici – i propositi sui passi da fare sono largamente condivisibili: costruire un sistema di valutazione nazionale credibile; programmare il fabbisogno; valorizzare la carriera degli insegnanti; rinnovare il sistema di reclutamento dei docenti. Santi programmi! Alcuni, già formalizzati da Berlinguer e molti dalla Moratti, sono stati nel frattempo osteggiati o rinviati alle calende greche. Ora Fioroni, nella speranza di riuscire a battere la resistenza conservatrice del sindacato e della sinistra radicale, si fa spalleggiare da Padoa-Schioppa. Contro i numeri non valgono argomenti, deve aver pensato. A suo tempo anche Berlinguer e la Moratti hanno tentato questa alleanza, senza risultati apprezzabili. Il fatto è che tocca al ministro dell’Istruzione fare la politica dell’istruzione.
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