Azadeh, orfana di fatto per colpa di Teheran
Molto si è parlato dei blog gestiti da iraniani. Se andate su quello di Azadeh Pourzand (http://azadehpourzand.blogspot.com) leggerete una storia dolce e triste. è la storia di una figlia, Azadeh, cui manca terribilmente il padre. Non è però una storia qualsiasi. La lontananza è forzata. Tra la figlia e il padre c’è il regime iraniano. Il racconto di Azadeh è commovente: «Oggi mentre andavo al lavoro, mentre aspettavo la metropolitana, i miei occhi erano stanchi di leggere quindi ho ritirato il libro e ho deciso di osservare le persone. Ho notato un padre e una figlia seduti accanto a me. Parlavano in spagnolo. La ragazza aveva più o meno la mia età e il padre doveva avere poco meno di sessant’anni. (.) Sembravano divertirsi molto. (.) Cercavo di leggere, ma ero distratta dal bellissimo rapporto padre-figlia. Non potevo distogliere lo sguardo. (.) Mentre stavano scendendo dal treno, l’uomo si voltò, mi guardò e mi disse: “Abbi cura di te, figlia mia”. Iniziai a piangere. Perché non posso vedere mio padre e trascorrere del tempo con lui? Perché mio padre è costretto a stare in Iran, agli arresti domiciliari? Perché è stato rapito, torturato e imprigionato? Perché non può lasciare l’Iran? Perché molti criminali vagano per l’Iran, mentre un sostenitore della verità come mio padre che si è sempre dedicato al giornalismo, è trattato come il più pericoloso criminale?». Quello di Azadeh è un grido disperato. Che si unisce al grido arrabbiato e furioso della sorella Banafsheh, fervente attivista a favore dei pensatori liberali. A questi ultimi appartiene il padre, giornalista e critico cinematografico, che non ha mai risparmiato aspre critiche al regime iraniano. A condurlo in carcere l’accusa di avere commesso “azioni contro la sicurezza dello Stato e per i suoi legami con i monarchici e i contro-rivoluzionari”. Una formula usata spesso dal regime contro gli oppositori! Siamak è uno dei tanti padri, Azadeh e Banafsheh due tra le tante figlie vittime del terrore. Per quanto tempo ancora riusciremo a stare in silenzio innanzi a tanta barbarie?!
valentina.colombo@imtlucca.it
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