Cosa non daremmo per un’intervista a Carlin Petrini

(.) Non ci piace parlare di cibo Frankenstein, caricatura che non rende giustizia alle ragioni di chi si vuole “libero da Ogm”, ma ancor meno ci piace leggere del cibo Dracula, quello vampirizzato da chi vuole cavalcare la qualità dei prodotti tipici per ricavare guadagno di immagine per una tecnologia transgenica inappropriata per l’ecosistema e la nostra economia agraria. È quanto invece abbiamo letto nell’intervista al prof. Sala nel numero 38, pp. 14-16, di Tempi. Se, come ricorda l’ex sottosegretario di Stato Usa per gli Affari agricoli ed economici Alan P. Larson, servono almeno 30-50 milioni di dollari per portare una varietà transgenica sul mercato, come si pensa di salvare il riso Carnaroli o il Nero d’Avola se li si vuole ancorati al territorio che li ha valorizzati? E quel che vale per il Carnaroli o il Nero d’Avola, deve valere anche per prosciutto di Parma o parmigiano reggiano: se nell’alimentazione del bestiame destinato a questi prodotti Dop si ricorre a soia Ogm ne chiediamo l’esclusione dell’utilizzo. Nulla di più fattibile, tanto che il 5 e 6 dicembre a Bruxelles si terrà un grande “business meeting” con produttori di soia convenzionale brasiliani, statunitensi, indiani e la filiera mangimistico-zootecnica europea al fine di ragionare insieme per mettere in sicurezza le forniture non-Ogm e dare prospettiva anche alle produzioni di qualità nostrane rispetto al rischio Ogm. È questo un tema che ci sta assolutamente a cuore.
Luca Colombo
Fondazione Diritti Genetici

Abbiamo eliminato le parti della lettera della Fondazione Diritti Genetici che erano solo autopromozionali e lasciato solo le obiezioni di contenuto all’articolo di Rodolfo Casadei “La guerra dei parassiti”. La prima obiezione è: se portare sul mercato un prodotto transgenico costa 30-50 milioni di dollari, di chi è la colpa? Risposta: non è un po’ anche delle lobby ambientaliste e dei coltivatori diretti che hanno spinto per un sistema di approvazioni lungo, discriminatorio e costoso proprio per sgarrettare chi voleva puntare sugli Ogm? Poi si manifesta la volontà di creare una filiera Ogm-free anche per l’alimentazione del bestiame europeo. Che dire? Buona fortuna, visto che sarà “fattibile” più o meno come portare esseri umani su Marte. Siamo curiosi di vedere che cosa verrà proposto per separare migliaia di navi, magazzini portuali, strutture agro-industriali che in questi anni hanno ospitato milioni di tonnellate di mangimi Ogm dai mezzi e dai prodotti della nuova filiera. Grazie.
Ps. Ci saluti Carlin Petrini e gli dica che stiamo diventando un po’ gelosi perché, all’intervista con noi, lui continua preferire i monologhi su Repubblica.

Come tante amiche – per dirle come il popolo sia più avanti della dittatura dello scaffale – quest’estate ho riletto Oriana Fallaci. A pagina 137 di Un uomo trovo: «L’amara scoperta che Dio non esiste ha ucciso la parola destino. Ma negare il destino è arroganza, affermare che noi siamo gli unici artefici della nostra esistenza è follia: se neghi il destino, la vita diventa una serie di occasioni perdute, un rimpianto di ciò che non è stato e avrebbe potuto essere, un rimorso di ciò che non si è fatto e avremmo potuto fare, e si spreca il presente rendendolo un’altra occasione perduta». Altrove, a pagina 159, trovo: «Eppure era uno dei luoghi più belli che avessi mai visto, soprattutto a osservare il promontorio che calava per allungarsi nell’acqua con una lingua di terra armoniosa, piccole baie intrise di fosforescenza, spiaggette di sabbia candida incontaminata, veniva una specie di struggimento. Quasi un bisogno di buttarsi in ginocchio e ringraziare DIO d’essere vivi».
Cristina Varenna Giussano (Mi)

Meravigliosa, lei lo sa e lo avrà anche capito leggendoci: noi siamo i buoni, e portiamo il fuoco.

Voglio ringraziarla, di tutto cuore, per il bellissimo articolo dedicato da Tempi alla figura di Ronald Knox nel cinquantenario della scomparsa. Personalità tanto grande quanto sconosciuta in Italia ed appartenente di diritto al magnifico gruppo dei grandi convertiti inglesi che hanno arricchito la Chiesa cattolica tra Ottocento e Novecento: Newman, Faber, Benson, Chesterton e altri ancora. Soltanto, almeno un cenno, nell’articolo, peraltro accuratissimo, ai Sermones di Knox – tanto splendidi da poter esser avvicinati a quelli di Newman – penso ci sarebbe stato bene.
Giampiero Tagliaferro Forano (Ri)

Grazie, è tutta benzina sul fuoco. Purtroppo noi non siamo i perfetti, siamo solo i buoni.

Le proporrei una cosa su un “bel gesto” compiuto da Giangiacomo Feltrinelli nel febbraio ’68, a Berlino che non mi risulta sia citato dalle sue biografie italiane, mentre è ben noto ai tedeschi: l’opzione per la lotta armata doveva ancora essere presa e lui regalò della dinamite a Rudi Dutschke. Ho tradotto una lettera della madre di Dutschke del ’67: semplice ma chiara nell’indicare al figlio ciò che nella vita dovrebbe contare. Mi fa sapere se le interessa?
Vito Punzi Loreto

Ho l’impressione che Rudi il Rosso inclinasse alla dinamite anche senza le profferte di Feltrinelli. Però stiamo a vedere. Mi mandi la lettera. Siamo alla vigilia della Grande Comme-morazione e ci piace questa idea che se i sessantottini avessero ascoltato le loro mamme forse anche il popolo adesso starebbe meglio.

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