Ghadry, il siriano che ammira la democrazia israeliana
«La marcia verso l’insediamento di un ordine socialista oltre che essere una necessità che trae origine dai bisogni della società araba, è altresì una necessità fondamentale per mobilitare le potenzialità delle masse arabe nella loro lotta contro il sionismo e l’imperialismo». Sono righe tratte dall’agghiacciante preambolo della Costituzione siriana. Per ogni siriano la parola Israele è un tabù e avere contatti con un israeliano significa carcere con l’accusa di tradimento. È naturale, perciò, stupirsi quando ci si trova davanti un siriano che inneggia a Israele. È quel che fa Farid Ghadry, fondatore negli Stati Uniti e presidente del Reform Party of Syria, le cui parole d’ordine sono «libertà, democrazia e pace (in poche parole contro Assad)». Ghadry immagina una “nuova Siria” all’insegna del pluralismo e della libertà. Ma non solo. In un articolo, intitolato “Ammiro Israele” e pubblicato sul suo sito www.reformsyria.org, Ghadry scrive: «In quanto siriano e musulmano ho sempre avuto un’affinità per lo Stato di Israele. In quanto uomo d’affari e sostenitore del libero mercato, vedo Israele come un impressionante successo economico in seno a tanti fallimenti arabi. Mentre alcuni arabi considerano Israele come un cancro, per me è una benedizione. (.) La democrazia di Israele e la sua prosperità economica possono servire da esempio per gli arabi». Ghadry spiega anche perché invece non è così: «Non è difficile immaginare i nostri giovani che imparano guardando la democrazia israeliana alla tv, ma è difficile immaginare che la possano realizzare sotto un regime autoritario. Ecco perché gli arabi inviano i loro giovani come kamikaze invece di farli crescere come cittadini del mondo». Libertà di pensiero è libertà di scegliere democraticamente il proprio governo. Purtroppo, però, nel mondo arabo, in Siria in modo particolare, il modello della repubblica presidenziale “ereditaria” pare inamovibile. E l’Occidente, se davvero volesse il bene del popolo siriano, invece di pensare a dialogare coi vari Assad non farebbe meglio ad ascoltare persone come Ghadry? valentina.colombo@imtlucca.it
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