La falsa quiete di Israele circondato da nemici in sonno

Di Reibman Yasha
11 Ottobre 2007

I palestinesi hanno perso la guerra, questo scrivono alcuni commentatori israeliani e per questo alcuni si sentono pronti al probabile fallimento del summit tra il primo ministro israeliano Ehud Olmert e il presidente palestinese Abu Mazen. Penso stiano sbagliando. Il numero degli attentati è ridotto drasticamente, la barriera di sicurezza funziona, Gaza è in mano palestinese. I soldati israeliani sono schierati nei posti di blocco, ma non più ai confini dove i controlli dei permessi sono dati in appalto a privati. Nonostante l’Intifada del terrorismo e la guerra in Libano, l’economia israeliana è cresciuta molto più delle europee. Hezbollah non è sconfitto, ma è stato costretto a ritirarsi a nord. Certo, incombe la minaccia missilistica di Siria e Iran, ma su questo pericolo sono coinvolti anche Stati Uniti ed Europa. Bene, temo che quanti pensano così si stiano illudendo pericolosamente. Hezbollah si sta armando nuovamente e si prepara alla prossima guerra. I missili lanciati da Gaza sul sud di Israele dimostrano che la barriera di sicurezza è utile oggi, ma domani è aggirabile. Con la crescita della tecnologia, anche militare, diventano ogni giorno sempre più disponibili armi sofisticate a minor prezzo e queste possono facilmente finire nelle mani dei gruppi armati palestinesi fondamentalisti. È solo questione di tempo perché i terroristi trovino il modo di superare l’ostacolo. Poi si ricomincia. Non sembra esserci dunque una soluzione armata, ma anche quella negoziale resta per ora troppo debole.

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