La rosa dei Tempi

Di Tempi
11 Ottobre 2007

D’Alema insiste: coi talebani si dialoga
Nel corso di una conferenza svoltasi nello stesso giorno in cui sarebbe arrivata la notizia della morte dell’agente del Sismi Lorenzo D’Auria, ferito nello scontro a fuoco per la sua liberazione dalle mani dei rapitori afghani, il ministro degli Esteri Massimo D’Alema ha ribadito l’opportunità di aprire negoziati coi talebani, dando ragione a Piero Fassino che nel marzo scorso aveva evocato questa ipotesi. D’Alema ha messo in evidenza l’offerta del presidente Karzai al mullah Omar perché costui entri nel suo governo.
ciao omar Sì, peccato però che il mullah Omar l’offerta l’abbia respinta per l’ennesima volta, e per di più prima che D’Alema formulasse il suo ennesimo appello al dialogo coi tagliatori di teste. I casi allora sono due: o il ministro degli Esteri attraversa una fase di stanchezza, e non riesce a tenersi aggiornato sugli eventi, oppure per lui “il dialogo col nemico” è una filosofia di vita a prescindere. O forse il punto è che anche D’Alema, pur di liberarsi di certi compagni di viaggio, offrirebbe al mullah Omar un posto nel governo.

Giorgio Zannoni e le ragioni del matrimonio
L’invito ad «allargare la ragione» di Benedetto XVI è stato declinato da Giorgio Zannoni, docente di Diritto canonico e giudice del tribunale ecclesiastico flaminio, nell’ambito del sacramento del matrimonio. In Sposarsi è ragionevole, edito da Marietti, il sacerdote approfondisce il tema attraverso un percorso volto a far riconoscere quale sia la verità dell’amore fra uomo e donna, al di là del solito sentimentalismo superficiale che mette al centro unicamente “l’intesa di coppia”.
concreto Sposarsi è ragionevole, spiega l’autore di questo libro, perché è il modo più vero di mettere al centro della vita amorosa non il sentimento ma il destino dell’essere umano. Non si tratta di un approccio astratto. Anzi. Zannoni mostra chiaramente come l’insegnamento dottrinale della Chiesa circa il matrimonio sia basato in modo realistico sull’esperienza umana, sulle sue esigenze e sui suoi limiti. Esso è «un fatto, che accade» perché «dire “ti amo” c’entra col mistero, e coinvolge tutto il corpo. un fatto che viene da altrove e che si esprime nel corpo».

Il Corriere della Sera inaugura “Tutto il calcio buco per buco”
Tre notiziole calcistiche. 1) La Corte d’Appello del tribunale di Roma ha sentenziato che la gestione dei sorteggi da parte di Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto era regolare. 2) Il Milan ha perso la partita di Champions League col Celtic di Glasgow per una paperata del suo portiere Dida che poi, colpito da un tifoso, s’è buttato a terra facendo “scena”. 3) Domenica 29 settembre si è giocata la partita più importante del campionato, Roma-Inter, all’Olimpico alle 18. Diretta tv alla stessa ora su Sky.
ma dove vivono? Ed ecco come il Corriere della Sera ha dato notizia dei tre eventi di cronaca. 1) Sebbene il giornale di via Solferino abbia sempre dato ampio risalto ai fatti di Calciopoli (stranamente?) non ha dato rilievo alla sentenza della Corte. 2) Ha detto che se Dida fa le papere e le sceneggiate la colpa è di Silvio Berlusconi. 3) Ha scritto che la partita dell’anno si sarebbe giocata alle 20.30 anziché alle 18. In redazione sono arrivati così tanti “vaffa” via email che in confronto il V-day è stata una festa da oratorio.

Un solo uomo contro il babau antipolitico
In tempi in cui ogni dì ci informano sui sospiri di Beppe Grillo, in cui ci fanno intendere che il libro di Gianantonio Stella e Sergio Rizzo è bellissimo e che se lo leggi diventi più alto e intelligente, in cui la parola “casta” è passata dal significato di «gruppo sociale rigidamente chiuso», a quello di «luridi farabutti che vivono alle spalle degli onesti», o da quello di «fanciulla pudica» a quello di «bagascia», in questi tempi, si diceva, soltanto un uomo poteva stagliare la propria figura oltre il blu del cielo.
gigante Quell’uomo ha partecipato giovedì 4 ottobre alla festa Tricolore di Alleanza Nazionale a Milano, presente il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. Quell’uomo è salito sul palco e ha ritirato un premio. Poi è sceso. Poi è risalito perché aveva ancora qualcosa da dire: «Dimenticavo – ha esordito quell’uomo -, vogliamo fare tutti un saluto a Beppe Grillo? Beppe Grillo, ma vaffanculo». Le parole di quell’uomo sono state accolte con un’ovazione. Quell’uomo è il nostro idolo. Quell’uomo è Renato Pozzetto.

Arriva dall’Olanda la Messa così-è-se-vi-pare
Il vaticanista dell’Espresso, Sandro Magister, ha segnalato sul suo blog www.chiesa che a Nimega, in Olanda, la Messa è «presieduta assieme da un protestante e da un cattolico». Il cattolico è spesso un laico e/o una donna. Inoltre, i domenicani olandesi, poco prima del Motu proprio di papa Ratzinger hanno distribuito in tutte le 1.300 parrocchie cattoliche l’opuscolo Kerk en Ambt, in cui spiegano che non fa alcuna differenza che la Messa sia presieduta da «uomo o donna, omo o eterosessuale, sposato o celibe».
ultrarelativista Non sono le uniche novità. Secondo i domenicani d’Olanda le parole della consacrazione vanno sostituite da «espressioni più facili da capire e più in sintonia con la moderna esperienza di fede». Questo, dicono, «altro non è che l’applicazione del Concilio Vaticano II». Nota Sandro Magister: «Ora si capisce meglio perché Benedetto XVI, col Motu proprio, abbia voluto reagire anche a quell’eccesso di “creatività” che nel rito nuovo “ha portato spesso a deformazioni della liturgia al limite del sopportabile”».

Risolto il mistero degli orsi ammazzati
Al momento in cui scriviamo concitatamente questo dispaccio sappiamo solo che in Abruzzo sta avvenendo un’immane strage di orsi. Per la precisione, orsi marsicani. Nel giro di due settimane, infatti, sono salite al Creatore come minimo cinque di quelle soffici creature. Tre delle quali sicuramente assassinate crudelmente, probabilmente col veleno. Giustamente è subito scoppiato un grande giallo italiano, con tanto di taglia sulla testa degli spietati killer. I sospetti si sono concentrati sui pastori locali.
elementare E così la Dacia Maraini, che nelle zone della mattanza tiene casa, ha scritto un corsivo sul Corsera in difesa degli abruzzesi: non sono stati loro, «e se invece fossero le stesse mani che quest’anno hanno appiccato il fuoco ai boschi?». Seguiva poi una serie di chicche sulle abitudini dei plantigradi, con cui la Dacia dimostrava come la strage faccia parte di una più ampia «guerra di alcuni, nemici della bellezza, contro la natura». E, davvero, l’ipotesi non è sciocca. Pensateci. Altrimenti cosa ci farebbero tutti questi omini verdi che vomitano bava viola sui vetri della redazione di Tempi?

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