Nostre corrispndenze

Di Tempi
18 Ottobre 2007

L’Europa sta con gli aleviti turchi. «Ankara viola i loro diritti»
strasburgo In una recente sentenza la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha dato ragione ad Hassan Zengin, un musulmano alevita turco che contesta la neutralità dell’insegnamento religioso obbligatorio impartito a sua figlia nella scuola statale. La Corte ha sentenziato che i corsi di religione della scuola turca non  rispondono «ai criteri di obiettività e di pluralismo che devono caratterizzare l’educazione dispensata in una società democratica» e che non rispettano «le convinzioni religiose e filosofiche» dei ricorrenti. Pur rappresentando un quinto della popolazione turca (14 milioni di persone circa), gli aleviti, i cui riti e credenze divergono profondamente da quelli dell’islam sunnita maggioritario in Turchia, non dispongono di alcuno statuto particolare e non beneficiano delle sovvenzioni riservate dallo Stato alle istituzioni sunnite.

Nuovo tentativo di introdurre la pillola abortiva in Italia
roma Il prossimo 7 novembre Exelgyn Laboratoires, il produttore della Ru486, chiederà l’autorizzazione a introdurre anche in Italia la nota pillola abortiva. Lo annuncia Farmacista 33, quotidiano web della Federazione Ordini Farmacisti Italiani. Secondo Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, «non dovrebbero esserci problemi per l’ottenimento del “via libera” alla Ru486. In fondo l’aborto è una pratica legale in Italia e si tratta solamente di disciplinare l’utilizzo della pillola». Secondo Luca Volonté, capogruppo Udc alla Camera, «la diffusione della pillola Ru486 nel mercato italiano va scongiurata in tutti i modi. La “kill pill” mette in crisi le garanzie sanitarie offerte alla donna nella legge 194, e non ha fatto altro che promuovere l’aborto a domicilio in tutti i paesi nei quali è stata introdotta».

Darfur, strage governativa in vista. L’allarme di Amnesty International
new york Un massiccio attacco dell’esercito sudanese e dei suoi alleati janjaweed in un’area del Darfur che sfugge al controllo governativo è imminente. Lo denuncia Amnesty International in un suo comunicato del 10 ottobre. Secondo l’organizzazione le Forze armate sudanesi (Fas) stanno ammassando mezzi e uomini in almeno sei centri del nord del Darfur, tra cui Tine, Kornoy, Um Baru e Kutum, attualmente controllati dai gruppi armati di opposizione, in vista di un attacco che dovrebbe precedere l’apertura dei negoziati di pace di Tripoli, il 27 ottobre. L’8 ottobre le Fas e le milizie filogovernative hanno attaccato la località di Mujaheria. L’incursione da terra è stata supportata da un Antonov bianco (fornito nel settembre 2006 dalla Russia) camuffato da aereo delle Nazioni Unite.

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