Cosa rende genuino
Nel linguaggio comune il termine Doc (denominazione di origine controllata) è ormai sinonimo di genuinità. Esistono però altre sigle che accompagnano molte specialità del nostro ricco patrimonio agroalimentare, come la Dop e la Igp. Esprimono due diversi livelli di riconoscimento inseriti dall’Unione Europea a tutela della tipicità e garantiscono il consumatore mediante precisi disciplinari di produzione. Un olio o un formaggio possono fregiarsi del marchio Dop (denominazione di origine protetta) quando le loro caratteristiche e qualità sono dovute all’ambiente geografico da cui derivano e quindi tutte le attività della filiera devono avvenire in quei luoghi ben definiti. La Igp (indicazione geografica protetta) definisce un prodotto altrettanto garantito e unico, la cui connotazione è dovuta alla provenienza da quel preciso territorio, ma non tutte le attività della filiera devono obbligatoriamente svolgersi lì. L’Italia, con 109 Dop e 54 Igp, ha il più alto numero di riconoscimenti in Europa, in continua gara con la Francia. Categoria più rappresentata gli ortofrutticoli (51), seguono l’olio extravergine (38), i formaggi (34), salumi e carni (30), il pane, lo zafferano e l’essenza di bergamotto.
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