L’informazione modello Chavez

Di Bracalini Paolo
18 Ottobre 2007

Certo, se il programma di punta consiste in otto ore filate di discorso presidenziale, lo share non può che tendere allo zero. Non basta chiudere le tv private e farsene una tutta per sé, come ha fatto il presidente venezuelano, Hugo Chávez, che ha spento l’emittente storica Radio Caracas Tv (Rctv), principale voce dell’opposizione antichavista con un’audience del 30 per cento in tutto il paese. Al suo posto, sulle frequenze lasciate libere, Chávez ha aperto una nuova tv pubblica, Teves (Fundacion televisora venezolana social), che nei progetti del presidente social-populista venezuelano doveva essere un canale «del popolo e per il popolo». Purtroppo, riporta El Pais, la nuova tv presidenziale si sta rivelando un flop pazzesco, con ascolti bassissimi. «Una tv che fa servizio pubblico, ma che è senza pubblico», scrive il quotidiano spagnolo. A giugno e luglio Teves ha registrato un’audience dell’8,9 e dell’8,3 per cento, solo perché si era assicurata i diritti per gli incontri della Coppa America, cioè il più popolare torneo di pallone dopo i Mondiali. In agosto l’audience è scesa al 6 per cento, a settembre al 4,6 e nel mese di ottobre è al 3,6 per cento. Strano, guardando il palinsesto: programmi su arti e mestieri venezuelani, uno spazio in cui una donna traduce per i sordomuti i consigli del medico, riviste sulla musica caraibica (chiodo fisso del direttore di Teves), e il piatto forte, “Alò presidente”, lo spazio personale di Chávez, che ha un asso nella manica per ottenere ascolti: durante il suo intervento le altre reti sono costrette a interrompere la programmazione. Le pause pubblicitarie sono gestite dal governo medesimo, che le utilizza per reclamizzare la prossima manovra, il passaggio dal Bolivar (la loro moneta) al Bolivar forte, o commemorare Che Guevara a 40 anni dalla morte. Eppure, chissà come, i telespettatori venezuelani sembrano preferire Ugly Betty.

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