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Record di esecuzioni capitali in Iran. Il boia non ha tempo di tirare il fiato
teheran Ondata di impiccagioni in Iran: negli ultimi 130 giorni, secondo varie fonti di informazione, nella Repubblica islamica sono state impiccate 92 persone. Nella sola giornata del 5 settembre sono state compiute 21 esecuzioni capitali. Il paese pare avviato a superare il dato dello scorso anno, quando erano state giustiziate 177 persone. L’Iran detiene probabilmente il record del più alto tasso di esecuzioni al mondo in rapporto al numero dei suoi abitanti (i dati dell’unico paese che potrebbe superarlo, la Cina, non sono affidabili) e detiene certamente il record mondiale di esecuzioni di minorenni: almeno 13 minorenni sono stati giustiziati negli ultimi cinque anni e altri 30 aspettano l’esecuzione nel braccio della morte. In tutto 600 persone rinchiuse in carcere attendono di essere giustiziate. Fra loro 8 donne condannate alla lapidazione.
Così il Pirellone ha celebrato il primo astronauta lombardo nello spazio
milano L’ora dell’orgoglio lombardo è scoccata il 23 ottobre. Per la prima volta un astronauta nato in Lombardia, il milanese Paolo Nespoli, è volato nello spazio a bordo di uno shuttle decollato dalla base di Cape Canaveral in Florida. Destinazione: la Stazione Spaziale Internazionale (Ssi), nell’ambito della missione Esperia Sts-120. Della presentazione dell’evento si è incaricata la Regione, in una conferenza stampa animata da Massimo Zanello, assessore alle Culture, Identità e Autonomie della Lombardia, Adriano De Maio, sottosegretario all’Alta Formazione, Ricerca e Innovazione, Vittorio Sgarbi, assessore alla Cultura del Comune di Milano, e Fabio Peri, responsabile scientifico del Planetario di Milano. Tre aziende protagoniste del progetto Ssi, ha ricordato l’assessore Zanello, hanno sede a Milano: Carlo Gavazzi Space, Thales Alenia Space e Galileo Avionica.
Turchia, chiesto l’ergastolo per i massacratori di Malatya
ankara Il procuratore della Repubblica di Malatya ha chiesto 15 ergastoli, tre per ciascuno dei cinque imputati, per gli autori dell’eccidio compiuto nella città turca il 18 aprile scorso, nel quale persero la vita tre cristiani protestanti, orrendamente torturati e massacrati. I turchi Necati Aydin e Ugur Yuksel e il tedesco Tilman Ekkehart Geske furono uccisi perché lavoravano alla Zirve, una casa editrice autorizzata dal governo a stampare testi religiosi cristiani. Gli assassini dichiararono di aver agito per difendere la religione musulmana e la patria. Quattro di loro furono catturati subito. Il quinto, il leader del gruppo Emre Gunaydin, tentò la fuga gettandosi da una finestra e restò per qualche giorno in coma. Nonostante la pena richiesta sia la stessa, verrà processato a parte.
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