L’Europa mette al bando Adamo ed Eva. Qui si sente puzza di totalitarismo

Per secoli e secoli l’umanità ha accettato l’idea creazionista. In quei secoli si sono verificati tanti fatti drammatici e negativi ma anche la conquista dei diritti della persona e della democrazia. Il Novecento, largamente dominato dal darwinismo, è stato invece devastato dai totalitarismi nazifascista e comunista. Sarebbe insensato trarre delle conclusioni da questa constatazione e condannare il darwinismo. Invece, è proprio ragionando così – e cioè attribuendo alle teorie scientifiche delle valenze sul piano etico – che il Parlamento europeo ha approvato il 4 ottobre un documento in cui attacca il creazionismo e le teorie del disegno intelligente asserendo nientemeno quanto segue: «L’assemblea parlamentare è preoccupata per i possibili effetti deleteri della diffusione delle teorie creazioniste nell’ambito del nostro sistema d’istruzione e intorno alle conseguenze che potrebbero avere per le nostre democrazie. Se non stiamo attenti, il creazionismo potrebbe divenire una minaccia per i diritti umani, che per il Consiglio d’Europa costituiscono una questione chiave».
Qui non si tratta di entrare nel merito. Per parte nostra, siamo convinti che le teorie creazioniste non possano essere messe su un piede di parità con le teorie evoluzioniste e che non sarebbe serio insegnarle come se fossero due opzioni equivalenti. Ma è altrettanto evidente che la teoria dell’evoluzione non è a prova di bomba. Al contrario, si tratta di una teoria piena di falle e che, come ammettono molti scienziati di prim’ordine, richiede un ripensamento radicale. Queste difficoltà hanno prodotto una situazione opaca in cui taluni propongono un ritorno drastico (e immotivato) alle dottrine creazioniste, mentre l’unico atteggiamento razionale consisterebbe nell’offrire una visione critica e problematica dello stato delle conoscenze. L’unica cosa evidente è che non si tratta di questioni che si risolvono in un’aula parlamentare, tanto meno deliberando con un voto. Tanti scienziati naturali del passato sono stati creazionisti e hanno prodotto su tali premesse teologiche un’immensa mole di conoscenze e una classificazione ricchissima delle specie viventi. Nessuno può seriamente escludere che la forma attuale della teoria dell’evoluzione venga abbandonata, assieme alla metafisica influente che gran parte dei darwinisti è abituata ad associarle, ovvero il materialismo e l’ateismo. Non sarebbe serio condannare materialismo e ateismo in quanto la teoria cui vengono associati è entrata in crisi. Allo stesso modo, la dottrina secondo cui le specie sono state create da Dio non può essere messa sotto accusa in ragione del fatto che la teoria della fissità delle specie è in conflitto con i fatti noti. È invece proprio quello che ha fatto il Parlamento europeo, che non ha saputo astenersi da una discussione scientifica, filosofica e teologica che deve procedere per conto suo e il cui esito non può essere deciso con un voto. L’accusa al creazionismo di essere una dottrina che costituirebbe addirittura una minaccia per i diritti umani e per la democrazia è, oltre che ridicola, scandalosa.
Si lamenta il diffondersi di sentimenti di freddezza nei confronti della costruzione europea. Di che stupirsi di fronte allo spettacolo avvilente di organismi che decretano su qualsiasi cosa, dal modo di cuocere la pizza napoletana alle dimensioni dei cetrioli, a quello che debbono pensare i cittadini europei? Quel che promana da queste delibere del Parlamento europeo è un’atmosfera mefitica di totalitarismo.

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