Record Rai: 494 milioni di deficit

Di Bracalini Paolo
25 Ottobre 2007

Sarebbe un bel record: 494 milioni di euro di deficit. È il buco mostruoso nel bilancio che la Rai, a meno di impreviste svolte, vedrà a fine 2010. Finora il piano industriale discusso dai vertici dell’azienda per il prossimo triennio consta di 71 pagine, con le linee essenziali per scongiurare il collasso definitivo dell’azienda pubblica: “approfondire” la lotta all’evasione del canone, aumentare il gettito, contenere i costi. Viale Mazzini punta su una “razionalizzazione” dei palinsesti delle reti, anche per l’informazione, che dovrebbe portare ad una riduzione dei costi di rete del 2 per cento. Anche i budget di produzione dovrebbero essere congelati ai livelli del 2007 per i prossimi tre anni. Per la fiction si delinea una programmazione non più centralizzata ma a livello di singole reti, con tetti ai costi stabiliti per singolo canale. Tagli e risparmi anche per i diritti tv dello sport, che specialmente nel prossimo bilancio e nel 2010 rischiano di pesare sui conti Rai per Europei e Olimpiadi. Altro capitolo riguarda la razionalizzazione delle sedi della tv di Stato. E poi il fronte, delicatissimo, dell’aumento del canone. «Abbiamo il canone più basso d’Europa – ha spiegato il dg Cappon -. Bisogna liberare la Rai dall’angoscia della competizione commerciale che ci porta all’omologazione». Sembra che il ministro Gentiloni pensi di aumentare il canone in misura dell’inflazione, che l’Istat stima per il 2008 all’1,7 per cento. Il canone dovrebbe sfiorare così i 106 euro, portando circa 27 milioni in più nelle casse di viale Mazzini. Ogni anno oltre sei milioni di famiglie non pagano il canone “sottraendo” dalle casse della Rai circa 500 milioni. Circola nei corridoi della Rai l’ipotesi – targata Petroni e già adottata con successo in Grecia – di farlo pagare nella bolletta elettrica. Ma per adesso in Finanziaria si ragiona solo di un’esenzione per gli ultra 75enni.

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