Quei “serpenti di mare” che ripartono in autostrada senza l’auto blindata
Romano Prodi ha ripetuto all’assemblea del Pd quasi le stesse parole che mise nell’opuscolo celebrativo del suo primo anno di governo. «Ci eravamo promessi di far ripartire l’Italia. Ci siamo riusciti e oggi possiamo affermare soddisfatti che l’Italia cresce». Non è così. Ma lui non ci sta e grida ai “serpenti di mare”. Noi, qui, nel nostro piccolo, di serpenti ne abbiamo presi un paio. Anzi. Sono loro che ci sono venuti a cercare perché credono di aver qualcosa di sperimentale da raccontare sull’Italia che riparte. Serpente numero 1, Alberto Fornari: «Sono scampato per un pelo ad un moderno “assalto alla diligenza”, in autostrada, nel tratto Bergamo-Milano, ore 10 del mattino. Modalità: colpo sulla mia fiancata destra, poi lampeggi che non ti mollano finché non accosti. Mi sono salvato solo perché ho bloccato le portiere, ho messo in moto e mi sono dato alla fuga. Commento della polizia stradale: “Succede molto spesso, non fermatevi e chiamate il 113!”». Serpente numero 2, Paolo Bonasoni: «Ieri, intorno alle ore 18, sono stato oggetto di un tentativo di furto mentre ero sul tratto dell’autostrada Roma-Fiumicino. Ero sulla corsia di sorpasso, quando ho sentito un colpo sulla fiancata destra. Una macchina mi lampeggiava. Il conducente ha messo la freccia per fermarsi nella corsia di emergenza. Stavo anch’io per fermarmi quando ho visto che sull’auto c’erano quattro zingari e mi sono ricordato di un’avventura simile capitata a un collega. A questo punto sono fuggito e sono andato dritto al Commissariato Eur. Il poliziotto mi ha detto che queste cose “accadono molto spesso” e che mi era andata bene perché, di solito, “il giochetto dello specchietto funziona e finisce con il furto dell’auto o con una rapina, in qualche caso anche con il sequestro della persona, l’obbligo di prelievo al Bancomat e tante botte”».
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