«Due portavoce, un uomo e una donna» per la Cosa rossa. Bell’inizio, si comincia discriminando subito i trans?

´ «Tutto si può dire tranne che Prodi non abbia avuto chiarezza, anche nei momenti più confusi, sulla direzione di marcia», dice Dario Di Vico al Corriere della Sera (21 ottobre).
Ha avuto più chiarezza nella confusione o più confusione nella chiarezza? Questo non ci è ancora chiaro, anzi ci è confuso.
´ «Si comporta come se il leader del Pd fosse lui e non chi è stato eletto da tre milioni e quattrocentomila elettori», dice Giuseppe Caldarola alla Stampa (19 ottobre).
Se è per quello, Prodi ha preso quattro milioni e quattrocentomila voti e può essere contestato solo da Angeletti-Bonanni-Epifani che hanno preso cinque milioni e duecentomila voti.
´ «Essere indagati non vuole dire essere colpevoli», dice Vannino Chiti alla Repubblica (20 ottobre).
Ce l’ha con Mastella che indaga su De Magistris o su De Magistris che indaga su Mastella?
´ «È un governo di merda ma è il nostro», dice uno striscione della manifestazione rifondarola di sabato alla Repubblica (21 ottobre).
Si sta esaurendo anche quella. C’è nessuno per qualche trasfusione?
´ «So che essi sono contro uno schieramento di destra che in Italia, putroppo, è forte e arrogante e tiene forti leve di comando», dice Pietro Ingrao al Manifesto (19 ottobre).
Ecco due o tre o poco più leve di comando tenute dalla destra: Intesa San Paolo, Unicredit group, Monte dei Paschi di Siena, Bnl, Confindustria, Rcs-Corriere della Sera, Anm, Csm, Abi, Rai, Stampa, Repubblica-gruppo De Benedetti eccetera eccetera.
´ «Aggiungo che ho il diritto di criticare l’avocazione del procuratore generale facente funzione, che non appare giustificata», dice Nello Rossi alla Stampa (22 ottobre).
Ma non è questo un inammissibile attacco all’indipendenza della magistratura? Non si espone così il procuratore generale facente funzione ad atti di terrorismo verbale di tipacci come Santoro e Travaglio?
´ «Due portavoce, un uomo e una donna, è sicuramente una scelta più congrua dell’indicazione plebiscitaria di un leader unico», dice Giovanni Russo Spena su Liberazione (19 ottobre).
Bell’inizio per la futura Cosa rossa, si comincia discriminando subito i transex.
´ «Gli spettatori vedevano un paio di belle gambe, senza gli ammiccamenti volgari delle veline che mostrano il posteriore. I mariti rimanevano ammirati e si riconciliavano con le gambe storte e la cellulite della moglie», dice Ettore Bernabei al Venerdì di Repubblica (19 ottobre).
È un po’ come il Pd che tenta di riconciliare gli elettori del dopo Prodi, facendo vedere le gambe di Veltroni: quest’ultimo, però, un po’ ammicca.
´ «Non c’è stato alcuno scontro, ma solo una domanda da parte mia e una risposta civile, impegnativa e rassicurante da parte sua», dice Giovanni Bazoli all’Unità (21 ottobre).
La stessa risposta di Mieli a Bazoli è riportata pari pari sul Corriere. Manca solo l’aggettivo “impegnativa”.
´ «Ci richiamiamo risolutamente fuori, però, dal giro (sempre che esista) dei giornali che, more solito, avrebbero “inventato tutto”», dice Paolo Franchi sul Riformista (22 ottobre).
Verso dove ci si richiama? Verso fuori. E in che modo? Risolutamente. E da che cosa? Dal giro dei giornali. E perché? Avrebbero inventato tutto. Ma è sicuro? Qui ci nasce un dubbio, perché da una parte Franchi scrive «sempre che esista» e dall’altra «more solito». Ma a parte questa incertezza, il giornalismo franchista dolcemente masturbatorio ci appassiona.
´ «Io sono leale a Veltroni e al Pd. Ma sono anche un saltimbanco», dice Moni Ovadia al Corriere della Sera (22 ottobre).
Perché quel “ma”?
´ «Fatevi prestare una copia di Repubblica di ieri e leggetevi l’articolo di fondo scritto da Carlo De Benedetti (col suo solito pseudonimo Massimo Giannini)», dice Piero Sansonetti su Liberazione (19 ottobre).
Carina la battuta su De Benedetti che scrive sotto pseudonimo, ma assolutamente rivelatrice quella su: «Fatevi prestare una copia di Repubblica». Ricalcata sull’antica frase di Gramsci: «Quel soldino buttato là distrattamente nella mano dello strillone è un proiettile consegnato al giornale borghese che lo scaglierà poi, al momento opportuno, contro la massa operaia».
´ «Io ero una delle rare brune capaci di far impennare la tiratura», dice Monica Bellucci al Corriere della Sera (19 ottobre)
Che cosa si impenna? Che cosa tira? Siamo di fronte a una frase ambigua che nasconde una porcata? Ascolti un consiglio, cara Monica, non frequenti troppo Walter.

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