Fandy e il paradosso delle tv arabe, «libere solo sotto occupazione»
Guerra (in)civile di parole è il titolo di un interessantissimo saggio di Mamoun Fandy, senior fellow presso l’Istituto internazionale di studi strategici a Londra. Si tratta di un’analisi obiettiva e spietata del mondo dell’informazione televisiva araba, da al Jazeera e al Arabiya alle tv di Stato. «Se osserviamo il mondo arabo troviamo regimi autoritari come il Qatar, l’Arabia Saudita e la Tunisia, semiautoritari come l’Egitto e il Kuwait, semidemocratici, ma feudali come il Libano, e regimi del tutto totalitari come la Siria. Tuttavia al Jazeera e al Arabiya sembrano proporre un'”informazione libera”». Sembrano, per l’appunto. Fandy porta numerosi esempi, il più lampante dei quali riguarda la questione israelo-palestinese e l’Iraq. «Che cosa spiega l’ossessione dell’informazione televisiva araba sulla Palestina e l’Iraq? La risposta più semplice che dai responsabili delle tv arabe viene data agli analisti occidentali è: l’audience. Sarebbe una risposta adeguata qualora queste fossero commerciali. Tuttavia la Palestina e l’Iraq imperversano per una serie di motivi. Il principale è che i media arabi sono liberi solo sotto occupazione». Potrebbe parere un controsenso, ma la spiegazione fornita da Fandy è più che convincente: «Gli israeliani e gli americani garantiscono ai media arabi molta più libertà dei governi arabi. È molto più facile per al Jazeera fare un servizio su quanto accade a Gaza piuttosto che sulle rivolte dei curdi in Siria». Fandy sottolinea inoltre l’occupazione di elementi islamisti nelle tv satellitari arabe, non solo in quelle di stampo prettamente religioso, ma anche in quelle apparentemente laiche. Non a caso lo sceicco islamista al Qaradawi ha un programma su al Jazeera, che è ormai risaputo essere “occupata” dai Fratelli Musulmani. Fandy quindi ci mette in guardia dal tipo di occupazione che è più importante denunciare e combattere, perché l’occupazione silenziosa dei Fratelli Musulmani è senz’altro molto più pericolosa di quella americana e israeliana. Se lo ricordino gli innamorati di al Jazeera.
valentina.colombo@imtlucca.it
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!