Il custode del tempo che piaceva a Testori
Giovanni Testori apprezzava l’arte di Giuseppe Rivadossi. A proposito dell’opera del 1979, Grande madia intagliata, parlò di «semplicità che è giusto l’opposto del semplicismo. Una semplicità che è il punto d’arrivo di una quantità infinita di studi, di pensieri, di meditazioni, d’approcci». Oltre che vivere una nuova stagione di armonia nell’ambiente domestico, le creazioni del Rivadossi spesso sono in viaggio. Per mettersi in mostra. Fondamentale quella andata in scena nel 2005 a Verona nello scenario della Galleria d’arte moderna e intitolata efficacemente Giuseppe Rivadossi il custode del tempo. Lì si è come sviluppato il suo intero percorso artistico, i passaggi che ne hanno caratterizzato la novità e l’affermazione anche sul palcoscenico internazionale. Mentre il 17 novembre è attesa una sua testimonianza, sia di artista e sia di imprenditore, durante i lavori dell’assemblea generale della Compagnia delle opere in programma al Palasesto (Sesto San Giovanni). Nel contesto di una giornata dove si ragiona di gratuità del bene comune.
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