La rosa dei Tempi
Nella Finanziaria sono stati tagliati i fondi previsti per gli emofilici. A portare alla luce il problema è stata la Federazione delle associazioni emofilici, dopo aver appreso dalla stampa la notizia che il ministero della Sanità non avrebbe rispettato gli impegni che il sottosegretario Antonio Gaglione aveva preso con loro, solo qualche mese fa. La vicenda ha inizio alla fine degli anni Ottanta. Duemilaseicento emofilici, costretti ad assumere farmaci emoderivati, autorizzati dal Servizio sanitario nazionale, per curare la loro carenza di una proteina ricavata da sangue umano, vengono infettati da virus dell’Hiv e dell’epatite C. Nel 2003 si arriva a una transazione con lo Stato. Una legge, la 141, dispone il risarcimento degli infettati e settecento malati ottengono circa trecentocinquanta milioni di euro. Ad altri mille viene comunicato che i termini per la presentazione delle domande di risarcimento è scaduto. C’è allora chi si rivolge alla magistratura. I tempi sono lunghi e per molti (quattrocento per epatite C e trecento per Hiv) la morte arriva prima della sentenza, peraltro sempre a loro favore. È qui che entrano in gioco le associazioni che li rappresentano. Le loro pressioni spingono il sottosegretario Gaglione a promettere che entro il 2007 tutte le persone contagiate saranno risarcite. Ma quando il Consiglio dei ministri licenzia la nuova Finanziaria sulla stampa si legge: «Non sono previsti esborsi per gli emofilici». «Nessuno si è preso la briga di informare i malati di ciò che stava accadendo», ha detto Alessandro Marchello, segretario generale di Fedemo, la Federazione delle Associazioni Emofilici. «Hanno lasciato che lo scoprissero leggendo i giornali». La solita attenzione ai “deboli” del governo Prodi.
Sabrina Loi Milano
«Esigo», come direbbe Romano, che non si metta in discussione la pace, la solidarietà, la giustizia e la prosperità che sta dando all’Italia il Grande Timoniere.
Siamo entrati ormai da venti giorni nel quarto trimestre del 2007, ma il governo non ha ancora emanato il bando sui contributi economici da riconoscere all’editoria minore. Si fa un gran parlare di ricerca e di cultura nei media e in tante altre sedi, e poi si sacrifica chi fa cultura per vocazione.
Bruno Mardegan
Presidente Edizioni Ares
Caro Mardegan, cosa vuole che sia l’editoria minore a fronte dell’urgenza di liquidità di cui necessitano Roma Città Metropolitana, le notti bianche, le mostre del cinema, i concerti rock e tutta la gran quantità e varietà di piramidi della cultura che i contribuenti italiani sono costretti a devolvere a sua eccellenza Ramsete Veltroni I?
Spero non le sia sfuggito l’editoriale ottuso quanto infingardo di Sergio Romano sul Corriere della Sera di venerdì scorso, 26 ottobre 2007, che spiegherebbe, secondo lui “Perché papa Ratzinger è così popolare”. Attendo con impazienza un suo adeguato commento. Grazie.
Guido Clericetti Milano
Le servo, all’uopo, un Berlicche doc. Ma vorrei farla riflettere anche sui modi con cui Sergio Romano si è accucciato alla Sublime Porta, per sfilettare, nella sua compassata rubrica sul Corriere della Sera (lunedì 29 ottobre), una versione straordinariamente filoturca del caso Cipro. Dove il tallone dell’invasore, che dal 1974 insiste su quasi metà del territorio dell’isola, via via trasformandolo in un paradiso off-shore dove fioriscono i traffici più loschi, viene presentato come la povera vittima della terribile Europa. La quale, pensate un po’, ha perfino accolto nell’Unione la legittima e riconosciuta dal consesso internazionale Repubblica di Cipro. Al contrario, protesta l’ineffabile ambasciatore, Bruxelles non ha valorizzato adeguatamente il referendum Onu che i turchi hanno approvato e, per la semplice ragione che esso non prevedeva la restituzione dei beni incamerati dai coloni turchi stanziatisi al nord dopo la pulizia etnica svolta dalle baionette di Ankara, i greco-ciprioti invece no. Insomma, piuttosto che ricordarci la tragedia di una nazione invasa e divisa, Sergio Romano ci propone l’eulogia di uno Stato fantoccio che non è riconosciuto da nessun paese al mondo (tranne che, ovviamente, dalla Turchia). Che dire, complimenti alla loggia di via Solferino.
Mi viene voglia di urlare no agli inciuci da voi desiderati (sai che fortuna governare con uno che non vorrà mai prendere decisioni, ossia Veltroni), no alle vere leggi vergogna come l’indulto, no a una giustizia ancor più “molle” come la vostra desiderata abolizione del 41 bis. E mi viene voglia di urlare che non bisogna mai arrendersi alla Corte costituzionale, al sistema culturale e agli altri avversari da voi “temuti”. Ricordate qualcuno che disse un giorno: «Non conformatevi!»? Forza Berlusca (anche se non lo voterò perché ha perso troppo tempo e non ha voluto far cadere subito il Mortadella).
Davide Carretti via internet
Se andrà come urla lei, prevedo Casini.
Per quanto ilare sia la copertina di un recente numero di Tempi, debbo contraddirla dal momento che nemmeno al cimitero il posto fisso è garantito, considerato che dopo un certo numero di anni ti sfrattano per far posto ad altri estinti.
Michele Aleffi Roma
In Toscana è partita la campagna con la foto di un neonato che sul braccialetto reca la scritta “omosessuale”, o meglio “homosexual”. Possibile che abbiano studiato tutti alla Libera Università di Alcatraz?
Mattia Spanò Milano
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