I prelati contro la carta del caudillo

Di Tempi
08 Novembre 2007

«La Riforma è stata presentata come uno strumento per dare maggior potere al popolo, specialmente attraverso il cosiddetto “Potere Popolare” (…). Tuttavia accentua la concentrazione del potere nelle mani del presidente della Repubblica e favorisce l’autoritarismo. Punto centrale di questa Riforma è che il Venezuela, “Stato democratico e sociale di diritto e di giustizia” secondo l’attuale Costituzione (art. 2), diventa uno “Stato socialista” (art. 16 della proposta). Alcuni articoli condizionano la partecipazione del popolo e l’attività dei cittadini alla sola costruzione del socialismo (art. 70) e dell’economia socialista (art. 112). Ciò limita la libertà dei venezuelani; viene incrementato eccessivamente il potere dello Stato, è eliminato il decentramento e il governo controlla moltissimi spazi della vita civile. In questo modello socialista lo Stato e il governo saranno diretti da un Presidente che può essere rieletto – solo lui – ininterrottamente, dotato di un potere vastissimo che gli permetterebbe di disporre in nome della costituzione delle istituzioni, delle proprietà e delle risorse. Questo è veramente grave e modificherebbe la struttura fondamentale dello Stato democratico».
«Un modello di Stato socialista, marxista-leninista, statalista è contrario al pensiero del Liberatore Simòn Bolivar ed è anche contrario alla natura della persona umana e alla visione cristiana dell’uomo, perché stabilisce il dominio assoluto dello Stato sulla persona. Esperienze di altri paesi dimostrano che in tale sistema lo Stato e il governo si trasformano in oppressori delle persone e della società, coartano la libertà personale e l’espressione religiosa, e causano un gravissimo deterioramento dell’economia».
«In sintesi, la nostra posizione riguardo al progetto di Riforma si può esprimere così: 1) il progetto offerto alla considerazione del popolo venezuelano, a motivo della radicalità e profondità dei cambiamenti introdotti nella struttura dello Stato, va al di là di una Riforma. 2) La proposta di uno “Stato socialista” è contraria ai princìpi fondamentali dell’attuale Costituzione e ad una retta concezione della persona e dello Stato. 3) La proposta di Riforma esclude settori politici e sociali del paese che non siano d’accordo con lo Stato socialista, restringe le libertà e rappresenta un arretramento nella progressività dei diritti umani. 4) Nella misura in cui il progetto di Riforma vulnera i diritti fondamentali del sistema democratico e della persona, mettendo in pericolo la libertà e la convivenza sociale, la consideriamo moralmente inaccettabile alla luce della Dottrina sociale della Chiesa».

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