La rosa dei Tempi
Tutti in visibilio per la moratoria
«Un successo per l’Italia», a detta di Massimo D’Alema. «Un passo decisivo», secondo Romano Prodi. «Un grosso successo per l’Italia, per il governo, per il Parlamento e per la società civile», secondo Massimo Spatafora. Addirittura, secondo il ministro radicale per il Commercio estero Emma Bonino, «un momento storico, paragonabile a quando iniziarono le procedure di abolizione della schiavitù e della tortura». Tanto entusiasmo perché alle Nazioni Unite è stato deciso di procedere verso una moratoria contro la pena di morte (che sarà votata in dicembre, però).
orgoglioni Chissenefrega se poi quando c’è da sparare un colpo dobbiamo piangere aiuto dagli americani. Chissenefrega se per stipulare un contratto commerciale dobbiamo chiedere il permesso alla Cina. Gonfiamo il petto, non siamo più l’Italietta. Mostriamo i muscoli, America e Cina hanno dovuto soccombere sotto le nostre astute armi diplomatiche. Stappiamo lo champagne, anche se poi non cambierà nulla. Poi, a festa finita, torniamo pure a pettinare le bambole e a soffiare il naso ai cammelli.
La grande Famiglia della stampa cattolica
Il settimanale Famiglia cristiana (Fc) ha dedicato una copertina al problema rom dal titolo “Accoglienza e sicurezza”. Tempi (T) ha scritto un articolo sul medesimo tema dal titolo “Scegliamoli”. Fc ha dedicato una copertina a Carlo Petrini dal titolo “Cibo e giustizia”. T, oltre allo speciale Ogm di questo numero, ha intervistato Paolo Massobrio e la sua compagnia a tavola. Fc ha proposto ai suoi lettori un articolo sugli anziani dal titolo “La rivincita dei capelli bianchi”. T ha invece dedicato una
copertina alla “Rivincita delle bionde”.
pluralista Il mondo cattolico è bello perché è vario e perché si trovano sensibilità, gusti, opinioni diverse. Questo è un tesoro per tutti. Non si può far altro che rallegrarsene e serenamente confrontarsi con persone che, prima di ogni altra divergenza, sono fratelli nella fede. Accade poi che, a volte, si converga su alcuni temi. Ci si trova a fare un pezzo di strada insieme, sottobraccio, beandosi l’un dell’altro. Accade ad esempio sulle politiche della Bindi. Ora anche Fc ha capito che son tutte stronzate.
Il putinismo senza se e senza ma dell’ex ambasciatore a Mosca
Sull’ultimo numero di Panorama Sergio Romano ha scritto che europei e americani si sono sbagliati nell’attribuire al presidente georgiano Saakashvili la patente di democratico e che «nessuno può governare la Georgia senza stabilire con Mosca rapporti di buon vicinato». Sul numero del 26 ottobre aveva scritto che «la maggioranza dei russi crede in Putin e voterà in buona parte per lui alle prossime elezioni politiche» perché è il protagonista di un «salutare ritorno all’ordine e una sicurezza per il futuro».
inspiegabile Se Saakashvili è così poco democratico e Putin è così amato dai russi, Romano dovrebbe spiegarci perché alle elezioni georgiane anticipate gli osservatori dell’Ocse potranno operare come desiderano, mentre sono stati costretti a cancellare la loro missione per le elezioni russe. Dovrebbe anche spiegarci perché, se è così tanto amato, Putin ha avuto bisogno di prendere il controllo di tutte le tv che non simpatizzavano politicamente per lui e perché tanti giornalisti russi indipendenti sono stati vittime di minacce o peggio.
Lo chiamavano Oceano Elkann
Nella notte del 12 novembre è nato Oceano, secondogenito di John Elkann e Lavinia Borromeo (nonché nipotino del nostro cliente preferito, Lapo). Il nome Oceano, hanno spiegato i giornali di casa Agnelli come la Stampa, è stato scelto perché «il 4 settembre si festeggia sant’Oceano, un antico martire cristiano del Medio Oriente e il 4 settembre del 2004 John e Lavinia si sposarono. In greco significa “immensità” ed è la prima volta che compare nel vasto albero genealogico dei discendenti del fondatore della Fiat».
molto in Anche se secondo alcuni la festa di sant’Oceano in realtà è il 18 settembre, la notizia è comunque una di quelle buone. Non solo perché è bello sapere che la dinastia Agnelli si infoltisce, ma soprattutto perché ora, con la decisione di Yaki Elkann, è ufficiale: i nomi dei santi sono tornati di moda. E ce ne sono anche di molto chic. Tipo Oceano, appunto. Perciò, per i lettori in cerca di nomi à la page per i propri figli, ecco alcuni santi da non scartare: il san Sepolcro, la santa Inquisizione, i santi Numi, il san Giovese, la san Guisuga, la santa Pazienza, la santa Anché, il san Drobondi.
Galli Della Loggia e gli alberghi senza coperte
Scrive Ernesto Galli Della Loggia nel suo “Calendario” sul Corriere della Sera del 16 novembre: «Negli alberghi italiani è sempre più raro trovare, d’inverno, dei letti con le coperte. Una coperta, quando c’è, è riposta in un armadio come un optional». Per il professore questo è indice «del modo totalitario con cui l’Italia ha abbracciato la modernità» che considera «la coperta inutile perché tanto c’è l’aria condizionata. E quindi finestre sempre sigillate col simpatico odore dolciastro di chiuso e deodorante scadente».
caloroso Assicuriamo al professore che esistono ostelli romani ben forniti di “coperte”. Non le tengono negli armadi come optional, ma più spesso in strada. Che ci sia l’aria condizionata o meno aiutano molto a riscaldarsi, d’inverno come d’estate (certe “coperte” non conoscono la mezza stagione). Non usano deodoranti scadenti né emanano odori dolciastri anche se è meglio, per evitare di essere accusati di atti osceni e disturbo della quiete pubblica, tenere le finestre ben sigillate quando ci si corica con loro.
Fiorisce il pensiero non darwinolatrico
Sono di recente pubblicazione Il Dio di Michelangelo e la barba di Darwin di Rosa Alberoni (Rizzoli, 224 pagine, 18 euro) e Processo a Darwin di Marco Respinti (Piemme, 192 pagine, 12 euro). Entrambe le opere contestano la darwinolatria che ha reso gli studi del grande scienziato un’ideologia da quattro soldi (o, da un altro punto di vista, da parecchi milioni di euro). La Alberoni e Respinti cercano di ridare alle cose il posto che compete loro, con dati, analisi e giudizi ben documentati.
un po’ di respiro Con accenti anche polemici, ma senza mai scadere nell’invettiva sudata, strillona e immotivata, gli autori controbattono all’idea che affermare categoricamente la validità delle teorie dell’evoluzionismo neodarwiniane, squalificando qualsiasi altra ipotesi come antiscientifica a prescindere, è ciò che di più antirazionale possa essere pensato. Un punto di partenza laico e di buon senso. Che, ovviamente, scatenerà tra le file dei turbodarwinisti il solito “allarme oscurantismo”. Loro, infatti, preferiscono vederci tutti appesi al nostro ramo a sbucciare banane.
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